Ghirardini, controlli su una sostanza

La procura di Brescia ha chiesto ai Ris di Parma accertamenti su un ingrediente oleoso presente sulle mani e le labbra dell'operaio della Bozzoli.

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Ghirardini(red.) Una sostanza oleosa sulle labbra, sulle mani, sul tappo della bottiglietta e sui frammenti dell’esca contenente cianuro. E’ il nuovo elemento della vicenda sulla morte di Giuseppe Ghirardini, l’operaio della fonderia Bozzoli di Marcheno, nel bresciano, trovato senza vita il 18 ottobre a Ponte di Legno. La richiesta ai Ris di Parma di eseguire altri esami irripetibili è arrivata dalla procura di Brescia che vuole capire il tipo di materiale. I carabinieri della scientifica avevano già accertato la presenza di cianuro nel corpo dell’uomo. Ingrediente che l’operaio 50enne avrebbe assunto dalla capsula di cui sono stati trovati alcuni pezzi. Dal punto di vista investigativo, durante l’autopsia era stata trovata un’altra esca simile, rimasta intatta, nello stomaco dell’addetto ai forni.
Nei giorni successivi a venerdì 11 dicembre i Ris si metteranno, quindi, al lavoro per verificare la sostanza. Intanto, mercoledì 9 dicembre l’avvocato dell’ex moglie di Ghirardini, Marino Colosio, ha presentato al sostituto procuratore Alberto Rossi una richiesta di sopralluogo all’interno della fonderia. Nello stabilimento vanno avanti i controlli dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo tra scorie industriali e forni, mentre il legale vorrebbe verificare quali responsabilità avesse l’operaio. In particolare, vengono citate alcune dichiarazioni che un collega di lavoro, rimasto anonimo, ha rilasciato in tv. Si parla di presunti cattivi rapporti tra Ghirardini, il datore Mario Bozzoli scomparso dall’8 ottobre e tra questo e il fratello Adelio e i nipoti Alex e Giacomo.

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