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Macogna, “è poco una semplice diffida”

La Provincia ha ammonito la Drr sullo smaltimento dei rifiuti, fermo per il sequestro della cava. Comitato dei contrari voleva almeno sospensione.

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Macogna(red.) La Provincia di Brescia ha diffidato la Drr, società a capo della contestata discarica Macogna, nel bresciano, sullo smaltimento dei rifiuti perché in contrasto con le indicazioni previste nell’autorizzazione dello stesso Broletto per quanto riguarda l’ambiente. La cava, dopo la registrazione di alcuni livelli chimici da parte dell’Arpa oltre i limiti di legge, è sotto sequestro dall’11 settembre. Quindi, lo scarico di materiali dell’Alfa Acciai di San Polo è fermo, mentre resta libera solo un’area, sulla quale il pubblico ministero Silvia Bonardi ha tolto i sigilli per consentire le indagini e i sopralluoghi. La notizia della diffida è stata accolta in modo positivo dal comitato dei cittadini contrari alla discarica, ma avrebbero preferito una sospensione o revoca dell’autorizzazione, invece di una semplice diffida. Al Broletto attendono sviluppi dall’inchiesta e si riservano di agire anche con altre disposizioni.
Il Comune di Cazzago San Martino è stato incaricato proprio dalla Provincia di emettere un’ordinanza sullo smaltimento. Oltre al fascicolo sul tipo di rifiuti stoccati, prosegue il lavoro della consulente tecnico d’ufficio Laura Longoni nominata dal Tar di Brescia per verificare l’autorizzazione rilasciata e il via libera della procedura di valutazione ambientale. La relazione del perito sarà discussa nell’udienza al tribunale di via Carlo Zima il 23 marzo, in anticipo rispetto alla previsione dell’8 giugno. La giustizia amministrativa si era mossa dopo l’impugnazione dei Comuni di Berlingo, Cazzago San Martino, Travagliato e Rovato.

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