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Allevamenti, Brescia “perde” 800 stalle

In dieci anni sul territorio sono calati di un terzo. Colpa di crisi, alti costi produzione e concorrenza da nord Europa. Mercoledì vertice a Roma.

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mucche stalla(red.) Crisi economica, alti costi della produzione e la concorrenza che arriva dal nord Europa. Sono le cause ritenute più pesanti per la congiuntura del settore caseario e del latte. Non a caso, secondo i dati Agea riportati dal Corriere della Sera, in dieci anni Brescia ha “perso” oltre 800 allevamenti, pari a un terzo. La situazione è simile in tutta la Lombardia e il presidente di Coldiretti Ettore Prandini lancia l’allarme. In provincia di Brescia nel 2003 c’erano 2.489 stalle, nel 2014 sono diventate 1.658. In Lombardia sono preoccupate anche Bergamo, Cremona, Mantova e Sondrio, mentre in Valtellina le stalle sono addirittura dimezzate.
Il calo colpisce soprattutto chi fa dell’agricoltura una delle economie più grandi, come Cremona e Mantova. Buona parte del problema è legata all’importo misero che viene dato ai produttori per ogni litro di latte, mentre alla vendita in negozio è cinque volte superiore. Mercoledì 28 ottobre Coldiretti e altre associazioni parleranno con il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina a Roma per chiedere di ridiscutere il prezzo.

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