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Gestore unico acqua, ok dal Broletto

Via libera dai consiglieri provinciali alla società mista. Ma non c'è stata unanimità. Qualcuno teme per il possibile troppo potere del privato.

depurazione acqua A2A(red.) Il consiglio provinciale di Brescia lunedì 19 ottobre ha votato la nascita della società mista tra pubblico e privato che si occuperà di gestire il ciclo idrico dell’acqua in tutta la provincia. La delibera è passata con la maggioranza delle preferenze, ma non c’è stata unanimità. Lo si sarebbe capito dopo l’assemblea dei sindaci del 9 ottobre quando era stato raggiunto un accordo. Alcuni si sono astenuti e altri hanno votato contro per la mancata unione tra le varie società di gestione e il timore che Brescia, unico Comune presente per la parte pubblica, possa avere troppo potere. In ogni caso si è stabilito nero su bianco che la percentuale della parte privata che vincerà la gara per l’ingresso e con tutta probabilità A2a, debba rimanere sotto il 50%.
Le prossime tappe saranno la formazione della società pubblica entro il 31 dicembre, poi l’analisi dei patrimoni delle società che fanno parte e nel 2018 il gruppo finale tra pubblico e privato. E’ stato poi stabilito che a decidere gli investimenti e gestire la società sia sempre la parte pubblica, mentre all’altro potrebbe essere riservato il 46%. Ma secondo i consiglieri e primi cittadini, per sgombrare ogni dubbio sul fatto che parte privata posso avere troppo spessore, è necessaria l’unità di tutti i Comuni. Sul fronte delle tariffe, sarà l’autorità nazionale a decidere in base agli investimenti, fermo restando che diversi paesi, non essendo serviti da depuratori e con 400 milioni di euro di infrazione dall’Unione Europea, subiranno aumenti.

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