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Diritti per tutti e la “maratona anti-sfratti”

Ne sono in programma 21, entro venerdì. Oggi 70 attivisti al lavoro, per bloccare cinque provvedimenti.

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Protesta in piazza Cremona 12 a Brescia(red.) E’ iniziata la mattina di lunedì 28 settembre quella che gli attivisti di Diritti per Tutti hanno chiamato “la lunga maratona contro gli sfratti”. A Brescia ne sono in programma 21, fino a venerdì prossimo.
“Decine di attivisti di Diritti per tutti e Magazzino 47”, circa una settantina, “si sono mobilitati stamane dalle 8 fino a mezzogiorno: si è cominciato alle case popolari di via Villa Glori, dove si sono presentati gli avvocati dell’Aler, accompagnati da cinque agenti della polizia locale e da un vigilantes per cacciare Sene Ousmane, senegalese, ex muratore e ora ambulante, in Italia da circa 20 anni. L’uomo che viveva al Residence Prealpino fino allo smantellamento della struttura, ora vive col fratello e un nipotino; il canone non è stato proporzionato al calo di reddito e si è accumulata una forte morosità. Lo sfratto è stato impedito e rinviato al 30 novembre e si tratterà con l’Aler un canone sociale sostenibile”.
Stessa data di rinvio per la famiglia di origine ghanese in via Oscar di Plata. “Per Marina invece, donna italiana che vive sola in via delle Grazie, il rinvio è stato breve ma sarà sufficiente per avere il passaggio alla casa Aler (9 novembre). In via Monte Cimone, per Yousef, titolare di una impresa di pulizie fallita, con moglie e due bambine, blocco dello sfratto e rinvio al 18 gennaio”. Entro gennnaio, si legge nella nota, anche questa famiglia dovrebbe entrare nell’alloggio Aler al quale hanno diritto.
Più complessa la situazione in via Rizzo, dove la famiglia pachistana aveva comprato l’appartamento accendendo un mutuo: “Il padre, che lavorava in una ferriera a Odolo, ha perso il lavoro e poi è morto. I famigliari non hanno più potuto pagare perchè attendono i soldi dell’assicurazione e la banca ha messo all’asta l’appartamento, che ora è stato acquistato da una signora moldava, non particolarmente abbiente. Per evitare una “guerra tra poveri” saranno immediatamente coinvolte le istituzioni competenti”.

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