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Bosco Stella, “perchè A2A ci riprova?”

La Camera del Lavoro di Brescia contesta le modifiche realizzate dall'utility per la realizzazione della discarica in Franciacorta.

sit in bosco stella 2 ok(red.) La Camera del Lavoro di Brescia, in una nota stampa, ha ribadito la propria contrarietà alla Discarica Bosco Stella.
“Nonostante la contrarietà già manifestata dai comuni interessati (Castegnato, Ospitaletto, Passirano e Paderno Franciacorta) e dalla Provincia, supportata dal parere negativo di Asl e Arpa di Brescia, abbiamo appreso dall’Avviso Pubblico comparso sui quotidiani nel Luglio scorso, che A2A ha modificato il progetto originario della discarica di rifiuti speciali non pericolosi ripresentandolo alla Regione Lombardia per la valutazione autorizzativa”.
Secondo la Cgil la vicenda ha dell’incredibile. “Non si comprende infatti come una procedura di valutazione che secondo la normativa dovrebbe esaurirsi in pochi mesi, possa protrarsi per nove anni, per un’opera che pretende di svilupparsi in barba alle subentrate novità normative e varianti dei diversi Pgt comunali e del Ptcp provinciale, quand’anche da sempre democraticamente contestata da tutti, in un territorio relativamente poco esteso, già pressato (più di Montichiari) da una realtà di discariche, cave e rischi sanitari insopportabili. E’ risaputo che la discarica è la via più corta e più remunerativa di smaltimento dei rifiuti, a condizione che non vengano tenute nella dovuta considerazione i costi su salute e ambiente con le relative ripercussioni negative sull’economia e sul benessere sociale. Inquieta constatare ancora una volta come dall’attuale crisi economica, dalle cause che l’hanno determinata, non si voglia trarre alcun insegnamento per orientare le scelte da adottare”.
“Da un Gruppo importante come A2A”, prosegue la nota, “ci aspetteremmo meno insistenza e più lungimiranza. Le direttive europee in materia di rifiuti insieme alle attività di trasformazione e recupero nell’orizzonte del superamento e della bonifica di quelle esistenti, rappresentano uno spazio enorme di investimento, una scommessa di cambiamento economico più attento ai bisogni del territorio e delle popolazioni. La richiesta alla Provincia è che faccia vivere la contrarietà espressa da enti, istituzioni e popolazioni locali, ribadendola ed esplicitandola formalmente alla Regione Lombardia alla quale chiediamo di dare finalmente seguito al preavviso di giudizio di compatibilità ambientale negativo, a suo tempo formulato sulla base dell’ esito delle Conferenza istruttoria regolarmente convocata nell’ambito della procedura di valutazione dell’impatto ambientale”.

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