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Tutti contro Castella e Bosco Stella

Da una parte la cava tra Castenedolo e Rezzato che potrebbe essere rianimata. Dall'altra quella in Franciacorta dove il comitato continua la lotta.

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bosco stella(red.) Da una parte la Castella e dall’altra Bosco Stella. Nel bresciano si continua a parlare di discariche, con le continue lamentele di cittadini, Comuni e comitati contrari a trovarsi rifiuti interrati sotto casa. A partire dalla prima ormai dismessa, quella tra Castenedolo, Rezzato e Brescia, martedì 28 luglio si terrà in Regione Lombardia una conferenza dei servizi. All’ordine del giorno si discuterà la possibilità di trasformarla in una zona per ospitare 2 milioni di metri cubi di scarti e un un impianto per produrre energia elettrica. Va avanti la Valutazione d’impatto ambientale dopo che il Pirellone aveva respinto le decine di osservazioni di Comuni e comitati contrari. Per fortuna, secondo i residenti, è stata annullata la possibilità di smaltire l’amianto sul posto, ma i rifiuti di qualche imprenditori sarebbero “una grave minaccia per gli abitanti di Brescia sud, Rezzato e per il parco delle cave”.
Il comitato ha chiesto di essere a ogni conferenza dei servizi per verificare ogni dettaglio e cosa verrà deciso. Proprio la stessa Regione aveva bloccato il percorso della discarica perché, secondo le osservazioni, sul posto c’è una falda acquifera che potrebbe essere contaminata dai liquidi dei rifiuti. Poi un impianto allestito sul posto rovinerebbe una zona naturalistica, mentre la discarica non si troverebbe alla distanza necessaria da due scuole di Buffalora. Si aggiunge anche il discorso sul fatto che sul posto sono già presenti cave simili e inquinanti. Dall’altra parte, invece, i contrari alla discarica Bosco Stella tra Ospitaletto, Paderno, Castegnato e Passirano si sono lamentati per non essere convocati a un tavolo di lavoro dedicato.
Di questo fanno parte il sindaco di Brescia Emilio Del Bono e il presidente della Provincia Pier Luigi Mottinelli. Della discarica prevista da A2a per smaltire i rifiuti che non vanno nel termovalorizzatore se ne parla da nove anni. Tra l’altro, per non rischiare di vedersi bocciata da Regione, Arpa e Asl, la richiesta, la società ha proposto di ridurre del 40% i rifiuti destinati dai 4 milioni di metri cubi previsti. Il comitato che ha raccolto 15 mila firme contro la cava, sta spingendo sul Broletto per un incontro con Mottinelli. Solo l’ente, infatti, può affossare il possibile progetto.

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