Civile di Brescia, il Satellite torna operativo

Il nosocomio cittadino ha concluso una ristrutturazione durata alcuni anni con un project financing di decine di milioni di euro.

Civile(red.) “Con questa inaugurazione e con quella del nuovo Pronto soccorso di Gardone, continuiamo a investire sulla Sanità lombarda. Tra l’altro questo ospedale è in cima alla classifica dell’operazione ‘Ambulatori aperti’ con oltre 11.000 prestazioni effettuate alla sera e nei weekend. Un successo per il quale bisogna fare i complimenti alla struttura”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, al suo arrivo all’inaugurazione del Monoblocco D degli Spedali Civili di Brescia, noto con il nome di Satellite.
CON RIFORMA LIBERIAMO RISORSE PER 300/350 MILIONI. “Mi pare che allora dovremo riconfermare il direttore”. Ha esordito con una battuta il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, ha inaugurato il nuovo Monoblocco D degli Spedali Civili di Brescia. “Quando si spendono i soldi pubblici – ha detto – bisogna fare grande attenzione, perché sono risorse dei cittadini che vanno investite al meglio. Così come bisogna avere grande attenzione nelle nomine in Sanità, dove vanno premiate le competenze. Entrambe le cose si possono dire di questo ospedale, che, da quando c’è il mio Governo regionale, vanta una gestione di assoluta eccellenza. Le nuove nomine saranno a fine anno, ma possiamo dare l’anticipazione che a Brescia ci sarà una conferma”.
RAFFORZARE LEGAME CON UNIVERSITÀ. “Brescia è un’eccellenza da molti punti di vista – ha osservato il Governatore -. Uno dei punti di forza è il forte legame fra Pubblico e Privato, che fa di questo territorio un modello virtuoso per quanto riguarda il project financing. Così come di alto livello è valore dell’Università. Questa integrazione fra Pubblico, Privato e università è fondamentale per tutti i settori, specialmente per quello che riguarda la salute, dove vogliamo fare innovazione e ricerca”. “Vogliamo favorire la ricerca – ha sottolineato -, senza sostituirci a chi ne sa più di noi. Per questo il legame forte, il coinvolgimento diretto degli Atenei ancora più di quanto già non sia, è da auspicare, perché ciò porta beneficio a tutti, in primo luogo ai cittadini”.
ANCORA PIÙ ECCELLENZA. Riguardo l’evoluzione del Sistema socio-sanitario, il progetto che domani approda all’esame dell’Aula di Palazzo Pirelli, Maroni ha ribadito che il testo presentato “anticipa il futuro, integrando il sanitario con il socio-sanitario, valorizzando il Pubblico, senza penalizzare il Privato, a esclusivo vantaggio dei cittadini e di quella che sarà la società lombarda dei prossimi 20 anni”.
RISORSE REINVESTITE. La riforma, ha sottolineato Maroni, “non è fatta per ‘fare cassa’ e, nonostante la nostra Regione sia penalizzata dai tagli imposti dal Governo di Roma, noi non siamo obbligati a fare una riforma per ridurre i costi perché abbiamo i conti in ordine. Ma miglioreremo ulteriormente il nostro sistema già eccellente, liberando risorse che saranno reinvestite nel sistema stesso”. “Abbiamo calcolato – ha concluso – che, a regime, ci saranno risparmi stimati fra i 300 e i 350 milioni di euro. Queste risorse rimarranno tutte nel Sistema socio-sanitario lombardo e, grazie al project financing, creeranno una ‘leva’ per un importo tre o quattro volte superiore”.

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