Legambiente spinge per il porta a porta puro

"Il sistema misto non è così efficace ed è più costoso perchè non permette la tariffazione puntuale" spiega il presidente.

Legambiente porta a porta(s.s.) Legambiente Brescia boccia la soluzione di conferimento “mista” dei rifiuti proposta dal Comune di Brescia.
“Il sistema porta a porta è l’unico realmente efficace” afferma compatta l’associazione per bocca del suo presidente Carmine Trecroci. Un parere ragionato, costruito a partire proprio dalla relazione presentata da Aprica nei giorni scorsi che ha paragonato tre sistemi di raccolta dei rifiuti: attraverso il cassonetto (la situazione attuale di Brescia), con il porta a porta, e con il sistema cosiddetto “misto”, ovvero porta a porta e cassonetti a calotte.
“Quella relazione ha numerosi punti oscuri che nemmeno le commissioni consigliari sono riuscite a chiarire – spiega Trecroci -. A partire dal dato di partenza: Aprica sostiene che nel 2013 il costo del servizio di ritiro e smaltimento dei rifiuti (con cassonetto) è costato 10,5 milioni di euro. Noi abbiamo rifatto i calcoli utilizzando il bilancio ufficiale di Aprica depositato in Comune e ci risulta che, invece, quel costo sia di 16,6 milioni di euro. E nessuno è ancora riuscito a spiegarci perché c’è questa notevole differenza dato che abbiamo utilizzato dei parametri stabiliti per legge e non inventati da noi”.
E ancora: “Il Comune non ha ancora spiegato come sia possibile arrivare ad una tariffazione puntuale con il sistema misto proposto. Sospettiamo che non ci abbiano ancora risposto perché, in effetti, non si può fare. Solo con il sistema porta a porta integrale si può avere una tariffa “personalizzata” e quindi che premi chi differenzia di più e meglio” aggiunge il presidente.
Secondo Legambiente, quindi, la soluzione migliore per Brescia sarebbe l’adozione del sistema porta a porta integrale, già in vigore in molte realtà del Bresciano con altri enti gestori. Il porta a porta sarebbe la soluzione più efficace per abbattere il volume d rifiuti ma anche per risparmiare denaro: “Non si capisce come a Bergamo la stessa Aprica riesca a fare un porta a porta con una maggiore densità di popolazione rispetto a Brescia e con costi più alti di conferimento all’inceneritore della parte indifferenziata proponendo un analogo costo pro capite a quanto in vigore oggi nella nostra città” conclude Trecroci. L’associazione chiede che il Comune proceda, almeno, ad un bando pubblico per una nuova progettazione del servizio rispetto a quella fatta da Aprica.

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