Legambiente, “No a variante Pgt fatta così”

L'associazione all'attacco dell'amministrazione "Riteniamo questo modo di procedere scorretto e incoerente con il documento programmatico".

legambiente(red.) Legambiente va all’attacco dell’attuale amministrazione comunale sulla variante al Piano di Governo del territorio. “L’amministrazione attualmente in carica ha espresso l’intenzione di sottoporre il P.G.T. ad una variante sostanziale che ne corregga gli evidenti errori – spiega Legambiente -. Sono stati pubblicati il Quadro Strategico e il Documento Programmatico ed è stato avviato il procedimento di VAS. Nel frattempo è stato comunque dato parere favorevole all’avvio di alcune aree di trasformazione previste dal P.G.T., alcune delle quali su terreni attualmente non edificati. Sono inoltre in fase di avvio numerosi e diffusi interventi di trasformazione e di attuazione di varia natura: progetti speciali del Piano delle Regole, trasformazioni sostanziali di aree già edificate, convenzionamenti per future edificazioni, ecc. Riteniamo questo modo di procedere scorretto e incoerente con le enunciazioni di principio contenute nello stesso documento programmatico. A partire da due questioni importanti: la convenzione Faustini per il Parco delle cave e la destinazione dell’area ex Magazzini generali.
Convenzione Faustini – Parco delle Cave Il recupero per la città di una vasta parte del territorio sfruttata e martoriata per decenni dalle attività estrattive per la realizzazione del Parco delle Cave è sicuramente un’iniziativa meritoria, oltre che necessaria. I risultati fino ad oggi ottenuti risentono però della scarsa efficacia del metodo usato, sul quale nutriamo grandi perplessità. Legambiente ha in più occasioni ribadito che il Comune avrebbe dovuto esercitare in primo luogo le proprie prerogative di governo del territorio, vincolando l’utilizzo delle aree all’interesse pubblico con opportune destinazioni d’uso. Se questa scelta fosse stata fatta tempestivamente, con una variante ad hoc del PGT, le trattative con i cavatori si sarebbero potute svolgere da posizioni di maggiore preminenza e potere contrattuale da parte del Comune. In mancanza di ciò la posizione di debolezza dell’amministrazione ha ovviamente consentito ai cavatori di aumentare notevolmente le proprie pretese e di ottenere importanti e sostanziose contropartite, non sempre congrue e giustificate. Le compensazioni concesse per permettere l’acquisizione delle aree saranno così pagate a caro prezzo dalla collettività.
Nessun trattativa risulta essere stata ancora portata a conclusione circa la permanenza della discarica di amianto Profacta adiacente all’A.T.E 23 ed in parte ricadente in quelle aree che il Gruppo Faustini avrebbe dovuto cedere al Comune. Una discarica di tal fatta, in una posizione assolutamente centrale del territorio, è certamente una bomba a orologeria innescata all’interno del Parco delle Cave che potrebbe comprometterne fortemente la realizzazione.
Area ex Magazzini Generali Dopo vicissitudini più che decennali, accordi di programma e atti di indirizzo cestinati, è stato approvato un piano che riguarda unicamente la parte degli ex-Magazzini Generali, ignorando il complesso contesto di tutta l’area a sud ovest del centro storico, una porzione di città molto importante e significativa per la rigenerazione ecologica della città. Il piano prevede la realizzazione di un nuovo centro commerciale (la vera causa dell’accelerazione dell’iter autorizzativo), prevedendo l’abbandono di quello adiacente senza chiarire le prospettive future dell’area. Nell’area ex-Magazzini Generali viene proposto un progetto architettonico-urbanistico che potrebbe essere calato ovunque senza tener conto delle preesistenze, almeno quelle rimaste, che parlano di tracciati d’acqua, di mulini, di rotaie e di edifici quasi centenari realizzati con tessiture di mattoni alla lombarda, quasi cattedrali a cui, forse, la successiva e vicina chiesa di Don Bosco si ispirò. Le casére sono davvero due cattedrali gemelle, utili a riprogettare se stesse per la città e per il suo contorno, che potrebbero diventare spazio per attività culturali e giovanili e/o spazio commerciale vero e proprio o accogliere contemporaneamente pluralità di funzioni. E il verde? Sul retro del centro commerciale: un residuato di area che viene pomposamente chiamato parco! Legambiente ritiene che la proposta di Piano Integrato di Intervento sia sbagliata sia nel metodo che nei contenuti e ha inutilmente chiesto al Consiglio Comunale di respingerla, rinviando il tutto all’approvazione della variante generale del P.G.T.

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