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«Il Parco delle cave? Non sarà a costo zero»

Il Comitato spontaneo contro le nocività critica la scelta del Comune di Brescia di concedere alla Faustini un'area in cui realizzare una Rsa.

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parco cave(red.) “In cambio di qualche metro quadrato di “parco” diviso in due aree separate e ben distinte e chiuso tra aree inquinate e impianti di smaltimento e trattamento rifiuti di vario genere, il cavatore Faustini ottiene di realizzare una RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) di circa 12 mila metri quadrati, un maneggio e l’ampliamento di edifici esistenti con destinazione residenziale e terziaria. Faustini si impegna anche a fare l’illuminazione di Via Cerca, dove lui continuerà a svolgere parte delle sue attività nelle aree adiacenti al parco, ed a realizzare le fognature in Via Bose, a servizio della sua RSA e del suo maneggio”.
Il riferimento del Comitato spontaneo contro le nocività è al progetto del Parco delle Cave che ha appena ottenuto il primo “placet” nel corso dell’ultimo consiglio comunale di Brescia.
Il Comitato presenta “critiche infinite” al progetto, rilievi che si uniscono  a quelli di Arpa ed Asl, “due enti che spesso e volentieri si sono dimostrati piuttosto distratti nei confronti di altri progetti realizzati in passato”.
“Arpa- continua il Comitato in una nota- nelle sue osservazioni ha sottolineato che i due siti di intervento sono interessati da vulnerabilità elevata del sistema idrico sotterraneo. Inoltre non ritiene che siano stati forniti da Faustini elementi sufficienti a verificare compiutamente la compatibilità dell’insediamento della RSA rispetto al contesto territoriale e alla presenza degli impianti di trattamento rifiuti limitrofi”.
“Sempre l’Arpa- continua il Comitato spontaneo contro le novicità- sottolinea potenziali criticità connesse alla realizzazione di un parco pubblico in prossimità della discarica Profacta e del sito inquinato Ex Cava Piccinelli per i rischi sanitari che i fruitori del parco possono subire, pertanto si ritiene opportuno valutare la necessità di interdire la fruizione al pubblico delle aree più prossime alla discarica, mentre per quanto riguarda la Ex Cava Piccinelli sottolinea che i monitoraggi per Cromo VI, Tetracloretilene e Tricloroetilene sia nei peziometri a monte che a valle della cava hanno evidenziato superamenti delle concentrazioni soglia”.
cave san polo“L’Arpa conclude dicendo che: trattandosi di una area inquinata, interessata in passato dello smaltimento/abbandono di rifiuti di varia natura (inerti, non pericolosi e pericolosi, oltre che materiale radiocontaminato) si invita il Comune ad adottare un approccio cautelativo nella pianificazione dello sviluppo della aree circostanti, verificando preventivamente e analizzando con il dovuto livello di approfondimento i potenziali rischi connessi alla fruizione pubblica degli ambiti limitrofi a tali aree degradate”.
“L’Asl-riferisce il Comitato- afferma che si deve prendere in considerazione l’impatto negativo che l’area esistente può comportare per la costruenda RSA, soprattutto per quanto riguarda la sua localizzazione vicina alla Via dei Santi, via di accesso da e per Borgosatollo e la via di accesso alla zona artigianale di Castenedolo, collocata a ridosso dell’area in questione. La RSA dovrà subire l’impatto ambientale di tutte le criticità esistenti che continueranno ad essere fonte di inquinamento. Inoltre l’accesso al parco, in mancanza di altri mezzi pubblici avverrà esclusivamente con auto: il piccolo miglioramento della qualità dell’aria indicato nella analisi degli scenari del Rapporto Ambientale non è sufficiente a dimostrare che la scelta di collocare una residenza sanitaria per anziani e/o disabili in un territorio compromesso dal punto di vista ambientale sia corretta”.
La presenza nelle vicinanze della prevista la RSA dell’azienda Systema Ambiente Industria a Rischio Rilevante non permette una valutazione serena della presenza di degenti anziani, persone non autosufficienti, soprattutto in merito alla capacità di evacuazione in caso di pericolo e/o incidente. Inoltre- chiosa il Comitato Sponateno contro le nocività- gli interventi di mitigazione non tengono conto degli impatti cumulativi generati da tutte le componenti presenti nell’area interessata comprese le problematiche che potrebbero derivare durante la fase di gestione delle opere di cantiere durante le quali potrebbero verificarsi ripercussioni negative sullo stato di benessere della popolazione residente”.

 

 

 

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