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Biogas, “Comuni contrari, e il Broletto?”

Il Comitato Campagnoli interpella la Provincia dopo l'esito della Conferenza dei Servizi in cui sono emerse le contrarietà degli enti alla centrale a Lonato.

nobiogas comitato campagnoli lonato(red.) Si è svolta il 26 novembre la Conferenza dei Servizi sull’ipotesi di realizzazione della centrale biogas della Valli spa, impianto che dovrebbe sorgere nel Comune di Lonato del Garda (Brescia).
Il Comitato Campagnoli (che prende il nome dalla località individuata come possibile sede della centrale), da sempre si oppone a tale realizzazione.
Alla riunione della fine di novembre hanno partecipato diversi enti che, come si legge in una nota del Comitato, “hanno sostanzialmente avvallato le perplessità e preoccupazioni già espresse dal Comitato, avanzandone pure di nuove ed ulteriori. La lettura del verbale (della Conferenza dei Servizi, ndr.) ci conforta, in quanto anche stavolta le carenze documentali e le incongruenze progettuali che stanno alla base delle nostre preoccupazioni sono state individuate pure da soggetti diversi e non riconducibili al Comitato”.
“I Comuni presenti-prosegue il comunicato- hanno confermato la propria contrarietà alla centrale biogas. In particolare: il Comune di Lonato ha confermato la non compatibilità dell’impianto con la vocazione naturalistica e turistica della zona e con gli sforzi amministrativi per valorizzarla. Ha inoltre espresso preoccupazione per gli eventuali impatti cumulativi sulla salute pubblica, anche in vista del futuro cantiere TAV”.
“Il Comune di Desenzano ha espresso perplessità sulle valutazioni sanitarie fornite dall’azienda e s’è detto preoccupato dalla quantità e qualità del digestato in uscita oltre che dalle possibili ripercussioni su ambiente e falde acquifere. Il Comune di Castiglione ha evidenziato il non trascurabile rischio di sversamento dei reflui trattati, espresso perplessità sull’impatto paesaggistico dei digestori e ribadito la vocazione naturalistica della zona. Infine, di fronte al preavviso di diniego della Provincia al progetto della Valli ed ai sei mesi richiesti ed ottenuti dalla ditta per fornire le integrazioni, ha sottolineato che, qualora la documentazione dovesse risultare nuovamente insufficiente, non debba esserci
spazio per nuove integrazioni.  I Comuni di Bedizzole e Padenghe- prosegue il testo- hanno osservato la non adeguata trattazione della
componente sanitaria e degli impatti cumulati, mentre il Comune di Calcinato (non presente) ha comunicato di condividere il parere del Comune di Lonato. Il Comune di Sirmione, anche se presente, non ha espresso alcun parere”.
“Gli altri Enti presenti alla Conferenza dei Servizi, ad eccezione di Asl (non presente), e gli uffici preposti alla valutazione hanno ritenuto carenti, per il proprio ambito di competenza, le integrazioni richieste ed evidenziato diverse criticità. In particolare è stato osservato che: con la realizzazione della nuova linea la capacità massima di trattamento dell’intero impianto sarà presumibilmente maggiore rispetto ai quantitativi autorizzati dalla ditta e che non è chiaro il destino del surplus di energia termica prodotta dalla combustione del biogas (Arpa); che è necessario chiarire quali siano gli scenari impiantistici realistici per poter capire quali accorgimenti gestionali prescrivere al fine di garantire la sostenibilità ambientale (Ambiente); che deve essere ripresentato il bilancio energetico considerando che l’impianto brucerà una miscela di biogas e non metano come sostenuto dall’azienda, la necessità d’integrarlo con il bilancio termico e l’assenza di una tavola specifica ove evincere presidi, attrezzature e caratteristiche costruttive sia del digestore che del gasometro (Ufficio Energia); la necessità di definire flusso e destino del digestato e modalità di carico e scarico dei digestori anche per le criticità connesse alle molestie olfattive (Ufficio Rifiuti); la necessità di
rendere la relazione tecnica relativa alle emissioni atmosferiche coerente con i dati progettuali previsti nel progetto di Via (Ufficio Emissioni)”.
“Nonostante i sei mesi di sospensione richiesti dall’azienda- continua il Comitato campagnoli-, quindi, le lacune rimangono e vengono nuovamente disattese le richieste di chiarimenti avanzate dagli Enti. L’ultima parola, tuttavia, toccherà al settore Territorio della Provincia, da cui dipenderà il futuro dell’impianto e del nostro territorio”.
“Non va comunque dimenticato- è la chiosa del Comitato- che la richiesta d’inserire una centrale biogas nell’impianto di compostaggio esistente è una richiesta di variante di un’autorizzazione rilasciata dal settore Ambiente nell’Aprile 2013, che concedeva all’azienda, dopo una Via (Valutazione d’impatto ambientale, ndr.)Regionale, la possibilità di lavorare 210.000 ton/anno di fanghi a condizioni ben precise, a tutt’oggi non ancora concretizzate. Tale autorizzazione giace in attesa di giudizio presso il Tar di Brescia”.

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