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Sin Caffaro, Pcb uguale a tumori

Nei siti italiani a rischio inquinamento ci si ammala di più di cancro. Pcb associato certamente a melanoma e linfoma.

caffaro-mascherina(red.) Una conferma già tristemente nota nel Bresciano. Nei siti italiani a rischio per l’inquinamento ambientale, i cosiddetti siti di interesse nazionale per le bonifiche (Sin), è confermato un eccesso di incidenza per cancro pari al 9% negli uomini e al 7% nelle donne. In queste aree si registra, dunque, un eccesso di mortalità, ricoveri e casi di tumore, mentre nei luoghi dove vi è stata lavorazione dell’amianto, aumentano i casi tumorali dimesotelioma pleurico polmonare.
Quadro davvero preoccupante quello riassunto dal Rapporto Sentieri sugli insediamenti a rischio da inquinamento, finanziato dal ministero della Salute e coordinato dall’Istituto superiore di sanità (ISS). Nei 42 Sin italiani, il rischio di mortalità è più elevato del 4-5% per i bambini tra zero e un anno di età.
Per il tumore della tiroide, ad esempio, in alcuni Sin sono stati rilevati incrementi per quanto riguarda sia l’incidenza (Brescia-Caffaro: + 70% per gli uomini, +56% per le donne; Laghi di Mantova: +74%, +55%; Milazzo: +24%, +40%; Sassuolo-Scandiano: +46%, +30%; Taranto: +58%, +20%) sia i ricoveri ospedalieri. Sempre grazie alle analisi dell’incidenza oncologica e dei ricoverati, inoltre, a Brescia nell’area della Caffaro sono stati osservati eccessi per quei tumori che la valutazione della Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Oms (Iarc) del 2013 associa certamente (melanoma) o probabilmente (tumore della mammella e per i linfomi non-Hodgkin) con i Pcb (policlorobifenili), principali contaminanti nel sito.
L’incidenza di melanoma, infatti, rivela un eccesso del 27% e del 19% rispettivamente tra gli uomini e le donne, mentre i ricoveri ospedalieri per la medesima malattia fanno registrare un eccesso del 52% nel sesso maschile e del 39% in quello femminile.
SCARICA IL RAPPORTO COMPLETO. rapporto Sentieri

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