Yara uccisa con tre armi diverse?

Lo sostiene la difesa di MassimO giuseppe Bossetti, il muratore 44enne di Mapello, unico indagato per la moret della 13enne di Brembate.

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(red.) Yara Gambirasio uccisa con tre armi diverse? Lo sostiene la difesa di Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore 44enne di Mapello, unico indagato per la morte della 13enne di Brembate.
Secondo i legali dell’uomo, in carcere dal 16 giugno, la ginnasta bergamasca sarebbe stata colpita a morte con un cutter, un coltello a serramanico e uno con la punta a scalpello. Inoltre, prima di morire, la 13enne di Brembate Sopra potrebbe aver avuto le braccia legate con del filo di ferro; a farlo pensare sono le due ferite cutanee nella parte interna dei polsi: troppo regolari e precise per profondità e lunghezza.
Lo riferisce il settimanale Oggi, secondo cui gli avvocati di Bossetti e il criminologo Ezio Denti sono convinti che a infliggere otto ferite da taglio e una da punta a Yara Gambirasio non sia stato un solo soggetto.
Nel settimanale vengono analizzati gli interrogativi ancora aperti sulla morte di Yara, a partire dalla posizione del corpo (innaturale se si pensa a un decesso per ipotermia) e dalla conformazione dei tagli che non hanno interessato reggiseno, giubbotto e leggings, fino ai dubbi sul Dna.

 

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