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Biogas, «gli enti da che parte stanno?»

Lo chiede il Comitato Campagnoli che si oppone alla realizzazione dell'impianto a Lonato. A breve la Conferenza dei servizi.

(red.) «Mancano pochi giorni alla conferenza dei servizi in cui si deciderà il futuro del territorio bresciano. A sei mesi di distanza dal preavviso di rigetto persevera la contrarietà del Comitato Campagnoli alla mega centrale biogas alimentata a rifiuti speciali, i cui impatti sulla zona non possono che essere nefasti. Per il turismo, per le attività del posto, per le persone che ci abitano».
Di cosa si tratta? Il Comitato si oppone all’impianto biogas che si vorrebbe realizzare alle porte del Garda, in Località Campagnoli a Lonato. Oltre novemila le firme raccolte per dire “no” alla struttura. Il movimento, nato nel giugno 2012, raccoglie un gruppo di volontari, che si oppongono alla costruzione dell’impianto a biogas che l’azienda  Valli Spa (che ha per altro citato in giudizio il Comitato Campagnoliper  15.000.000 di euro) vorrebbe realizzare nel comune gardesano (per una produzione di 5.700.000 metri cubi all’anno di biogas), nei pressi, viene spiegato dal Comitato «del sito archeologico delle Fornaci dei Gorghi».
Una contrarietà espressa non solo dal Comitato bresciano, ma anche dallo stesso Comune di Lonato e dalle cinque amministrazioni delle municipalità confinanti (Bedizzole Calcinato, Desenzano, Castiglione e Padenghe). Un presa di posizione che accomuna associazioni ambientali (Comitato Parco Colline Moreniche, Associazione Roverella, Associazione La Polada, Comitato civico Salute e Ambiente), turistiche (Associazione Albergatori di Desenzano) e di categoria (Coldiretti Brescia). Un coro di “NO” che non ha colori politici e che attraversa le locali sezioni del Partito Democratico, di Forza Italia, del Movimento 5 Stelle, di SEL e della Lega Nord. Una petizione di avversità firmata da oltre 9mila cittadini.
Ragioni che, secondo il Comitato, sono «già più che bastanti per far rigettare il progetto. Ragioni che risultano addirittura enfatizzate dal persistere di limiti progettuali e zone d’ombra nella documentazione integrativa presentata dall’azienda, nonostante i 6 mesi voluti ed ottenuti per rispondere alle numerose richieste della Provincia».
«L’azienda- segnala il Comitato Campagnoli- nell’ambito dell’analisi paesistica, si limita considerare un’area molto ristretta, escludendo siti d’interesse storico-artistico e paesaggistico come le Fornaci dei Gorghi, il Lavagnone, il borgo di Castel Venzago, le colline moreniche, le aree agricole di elevata qualità».
«Al posto della vicina centralina di Lonato- viene spiegato in una nota-  la ditta utilizza quella sita nel Comune di Manerba, più distante dal sito di circa 5 Km, caratterizzato da una diversa conformazione orografica e con una differente direzionalità dei venti».
«La ditta- continua la nota del Comitato- prende come riferimento, per giustificare le proprie emissioni, il picco di traffico generato dalla vicina statale, utilizzando come termine di confronto l’ora di punta. I dati messi a paragone non sono in alcun modo rappresentativi, in quanto nel caso dell’azienda punta e media tendono ad equivalersi, mentre nel caso della statale media e punta divergono notevolmente. In ogni caso, la valutazione proposta è di tipo comparativo e non cumulativo. Per verificare il peggioramento complessivo sulla qualità dell’aria le emissioni andrebbero sommate a quelle già esistenti, non semplicemente paragonate».
«Non compare nessuna documentazione inerente le interferenze con il microclima locale, come invece richiesto dalla Provincia, in considerazione del fatto che le emissioni dei cogeneratori disperderanno nell’atmosfera di 12.200 metri cubi l’ora di gas di combustione alla temperatura di 470°C. Per quanto concerne l’impatto acustico ed olfattivo- conclude il Comitato Campagnoli- nè la documentazione presentata, nè le integrazioni successive forniscono elementi chiarificatori. Infine non vi è nessuna traccia della valutazione di impatto sanitario, come invece previsto dalle recenti linee guida regionali (D.G.R. del 24.01.2014 nr. X/1266)».
«Alla luce dell’evidente contrarietà popolare, delle numerose integrazioni richieste a fronte di un progetto originario inconsistente, dell’esteso arco temporale concesso all’azienda (sei mesi) e della persistente carenza della documentazione- chiosano gli esponenti del Comitato Campagnoli- ci chiediamo quale sarà il parere degli enti e l’esito della conferenza dei servizi. Rimaniamo in vigile attesa».

 

 

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