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Marilia, «omicidio premeditato da un mese»

Per i giudici che hanno condannato all'ergastolo il pilota 33enne, l'uccisione della hostess era stata pianificata prima del 29 agosto.

(Red.) Omicidio volontario, premeditato e aggravato. Questo si legge nelle 105 pagine delle motivazioni della sentenza che, lo scorso 17 aprile, ha condannato all’eragstolo Claudio Grigoletto, il pilota 33enne che ha ucciso la sua segretaria-amante, la 29enne brasiliana Marilia Rodrigues.
Per i giudici, Grigoletto, cotitolare di un’agenzia di volo a  Gambara, nel bresciano, avrebbe progettato l’omicidio della ragazza, da cui aspettava un figlio, da un mese. Ben prima, dunque, di quel fatidico 29 agosto quando il piano di eliminare la scomoda dipendente, con cui aveva una relazione extraconiugale da diversi mesi (il pilota è sposato e padre di due bimbe in tenera età) e a cui aveva fatto promesse che non poteva mantenere.
per il collegio giudicante la molla che ha fatto scattare l’idea ed il progetto dell’omicidio di Marilia è avvenuta con la nascita della secondogenita o con la scoperta della gravidanza della 209enne, elementi che, si legge nella sentenza, «spostano indietro le lencette della sua ponderata riflessione di almeno un mese».
A confermare la tesi dei giudici anche alcuni elementi concreti, come le ricerche in internet effettuate dal pilota qualche giorno prima dell’omicidio, nelle quali Grigoletto “interroga” il web alla ricerca di risposte sul metodo più efficace per addormentare e/o stordine una persona colpendola alla nuca o alla testa, ma, anche, sulle conseguenze dell’inalazione da ammoniaca.
L’uomo aveva poi creato un falso account di posta elettronica a nome di Marilia per coprire la sua relazione adulterina e anche per indirizzare eventuali sospetti sulla morte della ragazza verso altre perosne, tra cui gli ex fidanzati ed avvalorare l’ipotesi di un delitto maturato per ragioni di gelosie di terzi uomini.
I giudici stigmatizzano anche il deplorevole comportamento tenuto in aula dal 33enne, che ha più volte sottolineato negativamente la personalità della vittima «come se questa potesse in qualche modo giustificarne l’eliminazione fisica».
La premeditazione viene avvalorata anche d aun ulteriore elemento, ovvero il trasferimento della ragazza dall’albergo a Ponte San Marco in cui Grigoletto l’aveva alloggiata, agli uffici della Lk Aviation di Gambara, dove poi trovò la morte.
Una scelta che, per i giudici dimostra come l’uomo non avesse intenzioni diverse da quelle di eliminare la ragazza, stordendola con un colpo alla testa o con una sostanza, per poi ucciderla con il gas della caldaia. Ma l’omicida non aveva tenuto conto della reazione della 29enne che, sebbene provata da una gravidanza difficile, tentò di difendersi, ferendo l’aggressore che quindi strinse le mani intorno al collo della ragazza, strangolandola.
La finestra del bagno lasciata aperta mentre il gas fuoriusciva significa, secondo i giudici che, Grigoletto stava attendendo Marlia, pronto mettere in piedi il suo piano criminoso. Avrebeb chiuso la finestra una volta arrivata la giovane, così che morisse, magari dopo essere rimasta stordita o appisolandosi. Un piano che non prevedeva la reazione della hostess.

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