Inceneritore, diffidati Loggia, A2A e Regione

Il Coordinamento ambientalisti ha depositato in Procura l'atto con ci si denuncia «l'abnorme dimensionamento dell'impianto».

(red.) E’ compatto il fronte ambientalista bresciano nella diffida depositata in Procura e rivolta a Regione Lombardia, ma anche ad altre istituzioni (Comune di Brescia, A2A, e Provincia) per le inadempienze e gli atti amministrativi che «autorizzano l’abnorme dimensionamento dell’inceneritore rispetto al fabbisogno di bacino, oltre che l’importazione di rifiuti urbani speciali ed extraprovinciali in una città con l’aria tra le più inquinate d’Europa».
Così dopo il duro botta e risposta di Legambiente Brescia sui dati di conferimento rifiuti nel termovalorizzatore di via Codignole e l’interrogazione al ministero dell’Ambiente firmata dal Movimento 5 stelle sul caso “biomasse”, ora il Coordinamento comitati ambientalisti, l’Associazione cittadini per il riciclaggio e il Comitato per la salute del centro storico si sono uniti nella battaglia contro il sovradimensionato dell’inceneritore.
Lo storico ambientalista Marino Ruzzenenti, con Imma Lascialfari e Iosè Savoldi hanno evidenziato come l’impianto di A2A bruci «800mila tonnellate rispetto a un fabbisogno di smaltimento di rifiuti urbani di circa 200mila». Un danno, viene sottolineato, per l’ambiente e per la salute, in considerazione del quale viene chiesto di tornare alle 266mila tonnellate smaltite in precedenza e solo per i rifiuti urbani provinciali.
Gli ambientalisti chiedono che al termoutilizzatore non vengano conferiti nè i rifiuti speciali, né quelli urbani o speciali importati da fuori provincia.
Alla Loggia, ha sottolineato Ruzzenenti, viene chiesto di «annullare la delibera di giunta del marzo 2014 con la quale si scambia, per i prossimi quattro anni l’importazione di di 260mila tonnellate di rifiuti speciali, in cambio di finanziamenti a compensazione».
A2A ha fornito i dati sulla provenienza dei rifiuti, così come prevede l’Osservatorio rifiuti sovraregionale, ma, è l’accusa degli ambientalisti «senza dettagliare la provincia».

 

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