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Afa a Brescia, ma solo fino a venerdì

Nel pomeriggio del 13 la colonnina di mercurio scenderà. Cesserà così anche l'allarme ozono.

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(red.) Afa a Brescia, ma il caldo ha le ore contate.
Secondo il servizio meteorologico dell’Aeronautica militare, le temperature minime della notte e delle ore 14 registrate a Brescia sono state 22°C e 35°C, tra le più alte di tutta l’Italia. Secondo Arpa, però, l‘ondata di caldo afoso ha le ore contate, così come l’allarme ozono, che è scattato all’aumento delle temperature. Dal pomeriggio di venerdì 13 giugno, i livelli di ozono tenderanno a diminuire e sabato l’aumento della nuvolosità e la riduzione delle temperature determineranno un rientro diffuso sotto le soglie.
«L’ozono si forma in atmosfera da reazioni chimiche a partire dalle emissioni purtroppo consuete di ossidi di azoto e di composti organici volatili, solo in presenza della radiazione solare e con temperature molto elevate come in questi giorni. Perciò con il cambio del meteo nel fine settimana, l’episodio acuto in corso è destinato a finire». Lo afferma Bruno Simini, presidente ARPA Lombardia sull’allarme caldo di questi giorni, in una nota diramata dall’Agenzia. «Con il perdurare dell’alta pressione di matrice africana sulla nostra regione e delle conseguenti condizioni di buon soleggiamento e di temperature elevate, le concentrazioni di ozono in Lombardia si sono assestate su valori elevati, con estesi superamenti della soglia di informazione pari a 180 microgrammi (a partire dalla giornata di sabato scorso) e localmente della soglia di allarme pari a 240 (a partire dalla giornata di domenica scorsa). Con la sola eccezione della giornata di martedì, quando un rientro di aria da est ha parzialmente limitato i superamenti alla zona occidentale della Regione, l’estensione, la durata e il picco raggiunto sono via via cresciuti, fino ai massimi della giornata di ieri (a Bergamo con 287 ug/m3) come già ampiamente illustrato dai mass media. L’ozono è un forte ossidante, con possibili effetti sulla salute della popolazione, oltre che sulla vegetazione e sui materiali. Restano pertanto fondamentali le buone pratiche già diffuse dalle Asl e dagli enti preposti, come quella di evitare l’esposizione al sole nelle ore di maggiore insolazione, generalmente dalle ore 12 alle ore 16» conclude Simini.

 

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