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“Meno contributi volontari”, l’sos delle scuole

Nel 2014 solo il 62% delle famiglie del Leonardo ha versato la quota. Male anche il Gambara. A rischio i servizi didattici.

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(red.) Doveva essere un semplice contributo per rimpinguare le casse delle scuole, depauperate dai tagli pubblici e invece rischia di rivelarsi una voce indispensabile per la sopravvivenza degli stessi istituti. Stiamo parlando dei contributi volontari, la quota, prevista appunto come volontaria – e limitata all’ampliamento dell’offerta normativa, secondo le norme e le ripetute note ministeriali – ma di fatto ormai ritenuta indispensabile.
Dopo l’introduzione negli anni scorsi il bilancio delle scuole bresciane aveva fatto un crescente affidamento sul versamento delle famiglie, che però colpite duro dalla crisi, nel 2014 hanno spesso preferito non versare la quota. All’Istituto Leonardo, ad esempio, solo il 62% degli iscritti ha pagato i 135 euro (nel 2013 furono 150). Stesso discorso per il Gambara, dove il versamento è stato compiuto dal 67% delle famiglie. Reggono invece il liceo classico Arnaldo, e i licei scientifici Calini e Copernico, che si attestano tra l’82 e il 90%.
Regge, tutto sommato, anche l’Itis Castelli che ha potuto contare anche quest’anno sull’aiuto dell’80% delle famiglie. Anche qui,però, c’è un motivo di allarme: è «la tendenza», dice il preside Luigi Guizzetti, «perché le famiglie che non versano la quota sono in aumento. E non sono quelle con problemi economici, per le quali prevediamo fasce di esonero o versamenti dilazionati nel corso dell’anno scolastico; bensì famiglie che si sottraggono al contributo per il principio secondo cui “la scuola dev’essere gratuita”».
Una contraddizione di cui non sono certo gli istituti a essere responsabili, ma che proprio su di loro finisce per ripercuotersi. La diminuzione delle elargizioni dei privati, laddove si riscontra, crea un disagio difficilmente sanabile. Al Gambara il calo ha profilato un buco di 45 mila euro; 70 mila invece al Leonardo. Una mancanza di fondi che prevede tagli degli istituti stessi sul materiale tecnologico di supporto e sulle attività extrascolastiche.
C’è da temere che si sia entrati in un circolo vizioso: le famiglie con i tagli ai servizi saranno ulteriormente disincentivate anche per l’anno prossimo, con il rischio di veder precipitare ancora di più la generosità delle famiglie “volenterose”.

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