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Europee, flop di Vannoni

Sonora trombatura per il fondatore del discusso metodo Stamina, candidato a Strasburgo con la lista Io cambio-Maie.

(red.) I giochi, almeno per quanto riguarda le elezioni Europee sono fatti. Ed oltre ai risultati geenrali di partito, che hanno regalato qualche sorpresa, è interessante vedere anche come sono andti i risultati dei singoli candidati, almeno di quelli iù in vista e su cui maggiormente si è concentrata l’attenzionemediatica.
I più scelti risultano essere, per numero di preferenze, Raffaele Fitto, Simona Bonafè e Moretti e il leghista Matteo Salvini. E questo per quanto concerne i più votati. Ma chi è stato, invece, che di voti ne ha raccolti davvero pochi? Un super flop (oppure una sonora “trombatura”, ma in questo caso sarebbe meglio il termine bocciatura, visto il soggetto di cui parliamo) riguarda  Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione di Scelta Civica, che da capolista di Scelta Europea nella circoscrizione Italia centrale ha raccolto poco più di 3mila voti, ben sotto l’1 per cento.
Davide Vannoni, candidato nella circoscrizione Italia Nord Orientale con la lista Io cambio-Maie, nonchè  fondatore del discusso metodo Stamina che ha (e sta ancora) scuotendo il Civile di Brescia nonchè l’opinione pubblica, si è fermatoben lontano dal traguardo minimo. La lista da lui capitanata ha infatti collezionato lo 0,18 per cento dei voti, piazzandosi molto distante dalla soglia minima del 4 per cento. Neppure il “guru” di Stamina è riuscito a trascinare verso l’alto la sua formazione politica: Vannoni era candidato in tutte le circoscrizioni e ha incassato appena 2.168 voti in Italia, più una manciata di preferenze all’estero.
La lista “Io cambio” era stata creata da un gruppo di leghisti delusi, che avevano incluso pure Vannoni nelle proprie liste sperando, forse, in un effetto “trascinamento”. In parte hanno avuto ragione, visto che il presidente di Stamina Foundation, sotto inchiesta con una lunga serie di capi d’accusa, è stato uno dei più votati in quasi tutte le circoscrizioni, ma ha comunque incassato un numero esiguo di preferenze: 376 nel “suo” Nord-Ovest, 261 nel Nord-Est, 433 al Centro, 639 al Sud e 472 nelle Isole.
Poco male, perché in realtà Vannoni aveva spiegato di non avere interessi in una elezione, ma di voler piuttosto «avviare una battaglia politica contro i diritti negati in Italia. Non mi interessa essere eletto, ma parlare di libertà di cura e di diritto alle terapie compassionevoli». Ma questa volta a dargli credito sono stati in pochi.
Terzo caso, quello di Fabio Granata, l ‘ex futurista, l’ex finiano che dopo la sparizione di Gianfranco Fini ha provato a riciclarsi con i Verdi Europei-Green Italia, con i quali si è candidato nella circoscrizione Italia Meridionale: ebbene , per lui solo 300 preferenze.

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