Differenziata, cosa vogliono i bresciani

Secondo i dati raccolti in un questionario di Piattaforma Civica, la maggioranza conosce il tema, ma richiede che il servizio sia più efficiente.

(red.) Piattaforma Civica, a marzo  ha sottoposto ai bresciani un breve questionario con il duplice obiettivo di capire quanto fosse sentito l’argomento “raccolta differenziata” e di suscitare curiosità verso i momenti di approfondimento proposti da noi come da altri gruppi presenti sul territorio.
Il questionario è stato veicolato e raccolto con un sistema misto: a mano, via email, tramite il sito piattaformacivica.it, all’evento del 15 marzo “Quale differenziata?” In questo modo si è cercato di raccogliere informazioni in tutte le zone della città.
Un migliaio di persone ha aderito all’iniziativa di Piattaforma compilando il questionario. A partecipare sono state persone di ambo i sessi, di tutte le fasce di età con diversa formazione. Le esigenze di queste persone sono diverse, considerato che tra loro vi sono studenti, lavoratori, non impiegati e pensionati, e varia la loro distribuzione sul territorio cittadino.
La quasi totalità del campione (99,8%), riferisce Piattaforma Civica, ha detto di essere informato sul tema differenziata, di conoscere almeno un sistema di raccolta (il 37% ne conosce più di uno) e di ritenere la raccolta un’attività utile (93%).
La salvaguardia dell’ambiente sta a cuore a buona parte degli intervistati (56%), che la indicano come priorità, il 24% vorrebbe poter risparmiare un po’, il 19% avere un sistema di conferimento comodo.
Per quanto riguarda il servizio più della metà dei cittadini coinvolti richiede che sia più efficiente. Sappiamo infatti che alcune zone della città come il centro non sono ben servite.
Più del 60% del campione manifesta il proprio scontento nei confronti delle informazioni fornite ai cittadini in merito alla raccolta differenziata.
La maggioranza delle persone intervistate si dichiara disponibile a raccogliere separatamente la frazione umida, mentre il 18% manifesta il dissenso.
Gli intervistati hanno manifestato simpatia ancora per il vecchio cassonetto, ora riproposto nella versione evoluta a calotta. Infatti più della metà del campione ha indicato di auspicarsi l’adozione del sistema a calotta (57%), mentre la restante parte si suddivide quasi equamente tra chi preferirebbe un porta a porta e chi vorrebbe un sistema misto calotta-porta a porta, sistema quest’ultimo ancora poco conosciuto.
Qualcuno controcorrente ha voluto farci sapere che non vorrebbe abbandonare il sistema attuale.
Sommando il dato del calotta puro con il calotta misto sembra emergere che più del 70% delle persone ritiene importante poter conferire i rifiuti umido e indifferenziato (i più scomodi) in ogni momento della giornata e della settimana, cioè quando è necessario.
Molti ritengono giusta un’azione di vigilanza per multare chi non rispetta le indicazioni sul conferimento dei rifiuti (77%), a indicare che i furbi non sono graditi.
La formazione della tariffa rifiuti ha invece messo in difficoltà parecchie persone, ma si sa che questo tema non è semplice ed è poco conosciuto. In generale si cerca equità, un sistema basato su quanto viene effettivamente conferito.
«L’ascolto della città è importante ma la decisione finale dovrà essere presa sapendo che è inevitabile che le buone pratiche, prima di diventare abitudine diffusa, creano malcontento per la fatica che comportano”, commenta Francesco Onofri
«Si dovrà però anche pensare a tutti i fattori in gioco, compreso il disagio di un sistema porta a porta “spinto” con orari rigidi e rifiuti fastidiosi tenuti in casa per giorni che colpisce spesso categorie deboli, e compresa la qualità urbana: sacchi della spazzatura lasciati per strada più volte alla settimana non sono un buon biglietto da visita in una città che ambisce ad essere città d’arte» ha dichiarato Francesco Onofri. «Per questo la posizione di Piattafoma civica è per un sistema porta a porta misto con i cassonetti a calotta, dentro i quali poter conferire in ogni momento i rifiuti più fastidiosi, indifferenziati e “umidi”, mentre i rifiuti meno scomodi da tenere in casa (carta, plastica, vetro) siano recuperati porta a porta con frequenze ragionevoli».
«Sul tema della raccolta differenziata si gioca una delle battaglie più importanti dell’arruolamento dei cittadini nella quotidiana gestione della cosa pubblica», ha aggiunto Francesco Onofri.
«Accanto ai benefici in termini ambientali, un sistema di raccolta di rifiuti efficiente significa infatti maturazione di una coscienza orientata a comprendere le conseguenze su tutta la città delle condotte individuali”.
“È una battaglia urgente, e sono molti i fronti su cui si gioca. La stessa sensibilità deve infatti trovare applicazione in altri aspetti della cura della città: dalla manutenzione del verde urbano alla lotta ai graffitari, dal rifacimento della segnaletica orizzontale all’”adozione” delle rotonde, dal volontariato di quartiere alla “banca del tempo” da impiegarsi per l’infanzia, la cultura, gli anziani, e ogni altra forma di “servizio civile” per la città» ha concluso Onofri.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.