Buffalora, «Tutti d’accordo per salvare l’oasi»

Nella Commissione congiunta Ambiente e Urbanistica il Comune e i comitati hanno ribadito la volontà di preservare l'area dell'ex cava Pasotti.

(red.) Un punto di accordo fra il Comune e i cittadini c’è: il bosco Buffalora va protetto. Ma per salvare l’ex oasi Pasotti serve qualcosa di più dell’impegno comune e mediare fra gli interessi pubblici e quelli privati non è cosa da poco conto.
La delle  volontà delle parti è stata rinnovat aanche nel corso della commissione congiunta Ambiente e Urbanistica che ha ospitato la presentazione della petizione di Codisa e Comitato  Spontaneo contro le nocività. Un documento, sostenuto da 1.059 firme, che ha espresso contrarietà all’eliminazione del patrimonio naturale dell’ex cava. «La proposta è di mantenerne l’attuale conformazione che, considerate le elevate potenzialità naturali, potrebbe essere destinata a uso pubblico», ha ricordato Angelamaria Paparazzo, presidente di Codisa Buffalora. Istanze accolte «nelle loro finalità che serviranno ai consiglieri per tracciare una relazione da portare in Consiglio comunale» ha detto il presidente della Commissione Ambiente Aldo Boifava.
Tenendo conto che «anche la precedente
Amministrazione, aveva già predisposto atti in questa direzione», ha evidenziato l’ex assessore all’Ambiente Paola Vilardi. La proposta di salvataggio, della quale, ha raccomandato Mattia Margaroli (Fi) «lo stesso Comune deve essere primo ente promotore», ha trovato il consenso da parte di tutte le forze politiche. Secondo l’assessore all’Ambiente Gianluigi Fondra, «l’ex Pasotti rientra nell’area del Parco delle Cave, sul quale stiamo avviando una progettazione condivisa che porti alla perimetrazione e alla determinazione degli assetti viari». Sul disegno «chiederemo alla Regione di Scorcio dell’oasi verde farsi ente coautore delle scelte».

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