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Brescia, torna l’ipotesi cessione

Dopo la trattativa fallita con Manenti nella società è tornato a muoversi qualcosa. Gli interessi comunque non mancano e si fanno grossi nomi.

(red.) La stagione sta per finire ma le turbolenze non sono ancora finite. Il 2014 per il Brescia calcio è stato davvero un anno negativo, non solo sportivamente ma anche per questioni societarie. La tanto attesa cessione, dopo le trattative farsa con Giampietro Manenti, numero uno del gruppo sloveno Mapi, si è arenata. Tuttavia rimane un elemento imprescindibile per il rilancio della squadra.
Qualcosa di nuovo negli ultimi giorni è tornato a muoversi in due direzioni diverse. I contatti procedono dalla costruzione del nuovo stadio per il quale Ubi si è detta disponibile a diventare partner finanziario di Infront – impegnata a sviluppare la fattibilità del progetto – purché della partita facciano parte anche altri investitori. E conseguente e collegata sarebbe anche la ristrutturazione della società, con l’inevitabile passaggio di mano da Gino Corioni, attuale presidente, a un nuovo nome.
Dopo i primi sondaggi, l’interesse dei soggetti contattati (alcuni dei nomi sono quelli dei fratelli Marco e Franco Bonometti, di Giuseppe Pasini, di Attilio Camozzi) sarebbe crescente e l’idea di formare un «pool» starebbe prendendo consistenza con l’ipotesi della creazione di un consiglio dei soci (modello Lumezzane per intenderci). Ipotesi suggestiva è che a capo di questo pool possa esserci una figura carismatica, per cui qualcuno ha fatto addirittura il nome di Roberto Baggio.  Ma il club di via Bazoli in questo momento fa gola anche ad altri.
Parallelamente 
al gruppo Pasini-Camozzi-Bonometti ce n’è un altro che l’ex calciatore, e attualmente allenatore senza squadra, Dario Bonetti sta cercando di convogliare attorno a sé. Si parla di almeno quattro imprenditori, amici dell’ex difensore. Intanto la cifra sulla quale si tratta è quella che caratterizzò l’era della trattativa con Manenti: 40 milioni di euro. Non proprio caramelle…

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