Artematica, il caso passa a Treviso

La Procura della cittadina veneta competente per l'ipotesi di reato (truffa) commessa dalla società. Andrea Brunello è l'unico indagato.

(red.) L’inchiesta su Artematica, la società che allestì, a Brescia, diverse “grandi mostre”, poi fnite nell’occhio del ciclone per i presunti (e poi accertati dalla magistratura) “biglietti gonfiati” passa alla Procura di Treviso, comptenete per il reato contestato. Questo perchè l’ipotesi di truffa collegata alla mostra «Matisse-La seduzione di Michelangelo», allestita durante il mandato Paroli, coinvolge direttamente la città veneta, in cui ha sede la società che ha allestito gli eventi e di cui era amministratore Andrea Brunello.  A Treviso sarebbe stato conseguito il profitto, attraverso un bonifico depositato nelle casse di Artematica.
Unico indagato per la vicenda è proprio Brunello, mentre Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei non risultano coinvolte, se non come “vittime” della macchinazione ordita dall’ex amministratore di Artematica per acquisire il bonus che la Loggia erogò in base al numero di ticket staccati. Anzi, l’amministrazione comunale e Fondazione Brescia Musei sono parte in causa in un procedimento civile fissato per il 24 novembre 2016, per un risarcimento da 800mila euro.
L’affaire Artematica prese il via nell’estate del 2012, quando si incominciarono ad annidare i primi dubbi sul numero effettivo di ingressi alla mostra su Matisse: la società organizzatrice dell’allestimento dichiarò 257.329 biglietti staccati, mentre la Siae ne verificò solo i 124.184. Questo perchè, sulla base di un contratto stipulato con Brescia Musei ( e con la Loggia, quindi) al raggiungimento della soglia dei 230mila visitatori, Artematica avrebbe ricevuto 300mila euro di bonus. I numeri, secondo la procura di Brescia vennero “taroccati” da Brunello, il quale ammise infatti la necessità di rientrare dei debiti per “salvare” la società. I magistrati contestano anche il “ritocco” ai numeri dei visitatori della mostra sugli Inca. Addebito che Brunello ha però sempre rigettato.
Nel marzo del 2013 Artematica è stata ammessa al concordato preventivo, mentre sono stati posti sotto sequestro preventivo i beni di Brunello, in alcuni casi gravati da ipoteca. Solo la decisione del tribunale potrà dare esecutività al procedimento.
Brescia Musei ha ottenuto dal Tribunale di Brescia un decreto d’ingiunzione che prevede il pagamento di una somma pari a 550mila euro più interessi.

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