Case Ail: «Ampliamento entro il 2014»

La struttura messa a disposizione dall'associazione bresciana ha ospitato l'anno scorso oltre 260 persone in cura al Civile.

(red.) Sono oltre 260 tra pazienti e famigliari le persone ospitate per le cure oncoematologiche all’ospedale Civile di Brescia. Malattie rare i cui costo è molto elevato e la cure mediche devono essere costanti. Ma l’ospedale non poteva sobbarcarsi l’onere economico e pratico di alloggiare anche i famigliari dei pazienti in cura.
A dare una mano non indifferente c’ha pensato l’Ail Arcobaleno, che, durante tutto il 2013, si è data da fare per ospitarli nelle sue case. Un soggiorno gratuito e per il quale le richieste sono in continuo aumento. Per questo l’Associazione ha investito 260 mila euro per acquistare, ristrutturare ed arredare due nuove unità immobiliari nella palazzina di via Pietro dal Monte, vicino all’ingresso del Civile.
«Un ampliamento che sarà ultimato e consegnato ai pazienti entro la fine di quest’anno» ha detto Giuseppe Navoni, presidente di Ail Brescia,nella relazione che ha aperto la 13esima assemblea provinciale ospitata dalla sede Avis in città. Un’occasione per riunire i 150 soci, ringraziare gli oltre 600 volontari e fare il punto sui progetti attivi: tra gli altri, l’accoglienza e l’orientamento dei pazienti nei reparti di ematologia e oncologia; l’assistenza domiciliare infermieristica, servizio attivo da un anno e mezzo per migliorare la qualità di vita del malato e che si vorrebbe potenziare.
Il grande progetto avviato dopo un faticoso, lungo e non sempre facile lavoro nel 2013 è stato il nuovo Centro di ricerca all’Ospedale Civile: costato oltre 2 milioni e 700 mila euro, supportato dall’Ail anche con 100 mila euro l’anno, è un esempio raro di «sinergia tra pubblico e terzo settore». Nel centro si fa ricerca anche sulle cellule staminali. Niente a che vedere però con Davide Vannoni e il tanto polemizzato metodo Stamina«La nostra attività si svolgerà solo dopo aver ottenuto le autorizzazioni previste dall’Aifa e dal Ministero» ha specificato il presidente Navoni.

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