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Biogas, la Valli chiede 15mln al Comitato

Gli attivisti si oppongono alla realizzazione dell'impianto nelle campagne di Lonato. L'azienda li ha citati in giudiizo per «aver diffuso informazioni false».

(red.) La Valli Spa ha citato in giudizio il Comitato Campagnoli di Lonato del Garda (Brescia) per  15.000.000 di euro. Motivo del contendere è l’impianto a biogas funzionante a rifiuti che l’azienda vorrebbe realizzare nel comune gardesano (per una produzione di 5.700.000 metri cubi all’anno di biogas), nei pressi, viene spiegato dal Comitato «del sito archeologico delle Fornaci dei Gorghi».
Una notizia che «stupisce» e «rammarica» gli attivisti, il cui obiettivo è quello di  «preservare e tutelare il territorio, non certo impedire la libera impresa e l’iniziativa privata».
Il Comitato ha indetto una petizione per dire no all’impianto, raccolta firme che ha trovato oltre 9mila adesioni, mentre sono ben sei le delibere di altrettanti comuni (di diverso colore politico: Lonato, Calcinato, Desenzano, Padenghe, Bedizzole e Castiglione) «compatte nel ribadire che simili impianti non devono essere realizzati».
Il movimento, nato nel giugno 2012, raccoglie un gruppo di volontari, i quali, oggi, sono stati chiamati in giudizio con l’accusa «di aver diffuso informazioni false, mendaci e prive di scientificità». La ditta Valli Spa, viene ricordato dagli attivisti, «è già prossima ad introdurre nella zona oltre 600.000 ton/annue di rifiuti e  parla del suo ultimo progetto, un mega impianto biogas, in termini di “energia pulita”, di “abbattimento totale delle emissioni”, di “tecnologie d’avanguardia”, di “20 20 20”». Eppure il Comitato non è l’unico ad essere dubbioso di tali affermazioni. «L’ Arpa- ricordano gli attivisti- oltre a ritenere la documentazione consegnata dall’azienda alla Provincia “carente e tale da non consentire l’espressione del parere di competenza”, non ne condivide “l’approccio adottato di rimandare alla vigente autorizzazione ed al relativo studio d’impatto ambientale del 2007 e pertanto riferito a dati ambientali non aggiornati e ad una situazione territoriale presumibilmente diversa dall’attuale”. L’ASL si preoccupadella “vulnerabilità della falda indicata nello studio idrogeologico”, falda che ricordiamo essere a soli 5 metri dal piano di campagna». «Lo stesso ufficio VIA- prosgue il Comitato- precisache “la documentazione non soddisfala richiesta d’integrazioni”pretesedagli Enti».
«La Provincia-ribadiscono gli ambientalisti- si è espressa con un preavviso di rigetto nei confronti del progetto.Oltre a non aver consegnato una documentazione sufficiente nei tempi previsti ed aver insistito per partecipare alla c onferenza dei  s ervizi destinata ai soli enti pubblici (a cui né l’azienda né il comitato erano  stati invitati), la Valli ha ora chiesto e ottenuto  ulteriori sei mesi per integrare  il  suo “minuziosamente  elaborato progetto imprenditoriale” (cit.azienda)».

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