Legambiente: il futuro dei rifiuti a Brescia

L’associazione ambientalista punta il dito contro A2A e spiega perché l’adozione del metodo porta a porta per la raccolta dei rifiuti in città è preferibile

(red.) Legambiente Brescia e tutte le altre associazioni bresciane riunite nel “Forum per un ciclo dei rifiuti sostenibile” hanno una posizione unanime nel sostenere l’adozione del metodo porta a porta per la raccolta dei rifiuti.
Secondo le associazioni, infatti, solo questo sistema, specialmente se unito a una tariffazione puntuale, con cui il sistema del cassonetto con calotta è «praticamente incompatibile», permetterebbe di ottenere a Brescia materia riciclata di qualità, valorizzando la preziosa collaborazione dei cittadini e assicurando a regime risultati sostenibili dal punto di vista economico ed ecologico.
«In Commissione Consiliare – leggiamo nel comunicato diffuso dall’associazione ambientalista –, A2A è stata chiamata dall’Amministrazione Comunale a presentare un confronto dettagliato tra il sistema porta a porta e quello dei cassonetti con calotta. L’azienda ha però deciso arbitrariamente di presentare solo qualche dato e un po’ di propaganda sulla calotta, disattendendo le richieste di completezza nel confronto fra i due sistemi. Nelle settimane seguenti, si è proseguito sullo stesso tono, con interventi e prese di posizione accomunate quasi tutte da un sostegno acritico del sistema a calotta, senza alcuna base oggettiva».
«Il gestore sembra tifare per il sistema ritenuto “migliore”, pur non avendo illustrato alcuno studio completo di progettazione. Lo squilibrio nella partita ha quindi fatto sentire a molti il bisogno di più informazione, per poter confrontare senza pregiudizi i due sistemi di gestione possibili per Brescia».
«Legambiente ritiene che la questione vada affrontata in maniera seria e che i cittadini abbiano il diritto di conoscere alcune informazioni di base. Il 70% dei comuni lombardi hanno adottato il porta a porta, mentre i cassonetti resistono solo in poche realtà. Ragioni di efficienza spingono nella direzione della raccolta porta a porta. Essa viene promossa anche dal Programma di Gestione dei Rifiuti della Regione Lombardia, che sulla base di analisi accurate e di esperienze territoriali a noi più simili, lo indica come il sistema da preferire, anche perché in media evidenzia un minor costo del servizio complessivo rispetto al sistema a cassonetto. Un sistema basato sul porta a porta in realtà come quella della nostra città è da preferire, quindi, per evidenti ragioni di efficienza e di sostenibilità. Per rilanciare l’esperienza bresciana di servizi pubblici d’avanguardia e a costi contenuti, occorre che A2A si svegli dal torpore degli ultimi anni, la smetta di inquinare il dibattito e svolga una funzione matura e rispettosa degli interessi della collettività».

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