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Rezzato, “Second life”: i rifiuti rivivono

Il Comune, con la cooperativa Cauto, ha progettato un'iniziativa che punta al riutilizzo dei vecchi oggetti. Un concorso per sostenere l'operazione.

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(red.) Tutti devono poter avere una seconda occasione, anche i rifiuti. Almeno questo è quello che pensano a Rezzato, dove, per combattere lo spreco e il consumismo selvaggio, cause prime del degrado ambientale, hanno fatto una pensata originale: si chiama «Second life» il progetto decollato in questi giorni a Rezzato su iniziativa di Comune e Cauto cooperativa sociale onlus che punta alla prevenzione e alla riduzione dei rifiuti, incentivando i cittadini a rimettere in circolo i beni inutilizzati (mobili o suppellettili) rendendoli disponibili per nuovi utilizzi.
Un progetto pensato sostanzialmente in due tappe: la prima è la raccolta e l’immagazzinamento degli oggetti in un’isola ecologica (messa a disposizione dal Comune), la seconda (e qui entra in gioco Cauto) è la riqualificazione degli stessi. Il progetto della durata di due anni ha un costo di 60mila euro ed è stato finanziato dalComune di Rezzato (il 40%) e, per la restante parte, dal bando «Costruire comunità sostenibili 2013» promosso della Fondazione Cariplo. Obiettivo dichiarato è quello di costituire una Comunità attenta e responsabile alla salvaguardia dell’ambiente.
Per spronare i cittadini e promuovere l’iniziativa il Comune ha anche indetto uno speciale concorso: chi conferisce gli oggetti nell’apposito spazio dell’isola ecologica ottiene una ricevuta numerata, e fra queste ricevute verranno estratti 12 vincitori che si aggiudicheranno un kit di prodotti biologici ed ecologici.

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