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Brescia, «#Stopbiocidio»: assemblea a San Polo

Rete Antinocività bresciana e Comitato NO Tav Brescia hanno promosso un'assemblea pubblica per dire «basta» allo sfruttamento del territorio.

(red.) E’ in programma per venerdì 14 marzo alle 20,30, presso la Casa delle Associaizoni di via Cimabue  a San Polo (Brescia) una manifestazione promossa da Rete Antinocività Bresciana e dal Comitato No Tav Brescia per dire «basta alle grandi opere e speculazioni» edilizie in città.
Con l’hashtag #STOPBIOCIDIO le due associazioni vogliono ribadire l’opposizione ai cantieri per le grandi opere in città (TAV e Bre.Be.Mi) che, si legge in una nota, «macinando e consumando kilometri di territorio, i cantieri hanno riportato alla luce il passato e il presente del modello di sviluppo bresciano: da decine di discariche abusive zeppe di scarti industriali a ditte di costruzione e imprenditori nostrani che hanno visto in questi cantieri l’occasione per smaltire tonnellate di scorie e rifiuti».
Per i gruppi ambientalisti di cittadini si tratta di «un modello che ha trasformato Brescia e il suo territorio in un enorme centro di attrazione per i rifiuti speciali provenienti da tutta Italia e ha disseminato decine di discariche in tutta la provincia. Un sistema che, grazie anche ad un quadro legislativo lacunoso e volutamente deregolamentato, ha permesso agli imprenditori del settore di accumulare enormi ricchezze a scapito della salute di tutti noi. Un sistema che ogni giorno di più si dimostra incapace di gestire il territorio e i bisogni reali di chi lo abita. Ma diventa invece sempre più colpevole di nuove devastazioni e causa di biocidio (troppo lunga la lista delle “nocività” da elencare), minando alla base la possibilità di costruire vite dignitose per le generazioni presenti e per quelle future».
«Questa contraddizione- proseguono rete Antinocività e il Comitato NO Tav Brescia- si manifesta quotidianamente sotto ai nostri occhi in molteplici forme. Un territorio cementificato e zeppo di case vuote, mentre migliaia di persone vengono private del diritto fondamentale di avere un tetto sotto il quale vivere. Un territorio saturo di infrastrutture per il trasporto, ma dove la speculazione sulle grandi opere ha trasformato il diritto ad una mobilità sostenibile in un bene inaccessibile e di lusso. Un territorio che chiede bonifiche per arginare l’emergenza sanitaria in corso, ma in cambio riceve solo pochi spicci e viene lasciato in balia di quelle stesse aziende che, dopo aver inquinato e devastato Brescia e provincia con cave e discariche, trovano in questa situazione nuove occasioni per i loro profitti».

 

 

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