Stamina, Balduzzi: “Responsabile fu il caos”

Davanti alla commissione Sanità ha parlato l'ex ministro. Secondo lui le cure sarebbero proseguite per le contraddizioni fra ordinanze Aifa e verdetti giudiziari.

(red.) Proseguono fra smentite e nuove dichiarazione le indagini della commissione Sanità del Senato in merito al caso Stamina. E questa volta ha sentito i vertici del ministero della Sanità. Secondo l’ex ministro Balduzzi l’Aifa  avrebbe emesso un’ordinanza che prevedeva lo stop al trattamento con staminali a Brescia. Secondo le stesso Balduzzi l’ordinanza in questione era però ”quasi giornalmente disapplicata. Era necessario un intervento legislativo e di governo”.
La scelta di governo, ha chiarito l’ex ministro, ”doveva essere quella di trovare una soluzione a regime per impedire la possibilità che si ripetessero episodi di questo genere”. Dunque, ha sottolineato, ”ritenemmo come governo nostro dovere intervenire; avremmo potuto non farlo, ma lo abbiamo fatto per un senso di responsabilità” e ”non c’è stato alcun cedimento o avallo di nulla”.
Balduzzi ha anche affermato che, all’epoca, ”in Senato si contrappose alla posizione del governo una posizione di libertà totale. A quel punto – ha precisato – ci parve opportuno applicare a Stamina la normativa sui trapianti. Il ministero, cioè, non ha potuto non accogliere una mediazione che era meglio della deregulation”. Si trattava, ha concluso, di ”governare la situazione e il governo ritenne di fare quello che la situazione richiedeva”.
Balduzzi ha inoltre fornito una sua interpretazione dei fatti riguardanti il proseguimento delle cure  nonostante le ‘‘evidenze di irregolarità” e le ”numerose deviazioni ed anomalie nell’ambito della collaborazione” tra Spedali di Brescia e Stamina Foundation, evidenziate anche dall’ispezione promossa dallo stesso ministero della Salute nel 2012. Nonostante il parere negativo di queste ispezioni e il blocco stesso del farmaco da parte di Aifa, le cure sarebbero proseguite per responsabilità dei tribunali che via via accoglievano le richieste dei malati di accesso al trattamento Stamina”.
Dunque, proprio la ”caotica situazione che si era determinata rese indifferibile l’adozione di un intervento legislativo d’urgenza, per due ragioni di fondo: chiarire il quadro normativo e superare l’emergenza conseguente agli interventi dei tribunali. “Ecco perchè – ha sottolineato – il governo adottò il cosiddetto decreto Balduzzi”, che prevedeva il completamento del trattamento per i pazienti che lo avessero iniziato.

CR
12-MAR-14 15:15 NNNN
Stamina:Balduzzi,Spedali non conoscevano attività laboratori
‘Azienda Brescia non era a conoscenza dei materiali usati’
(ANSA) – ROMA, 12 MAR – L’azienda ospedaliera di Brescia
”non aveva conoscenza delle attività svolte nei suoi laboratori
dal personale di Stamina Foundation, nè era a conoscenza dei
materiali utilizzati”. Lo ha detto l’ex ministro della Salute,
Renato Balduzzi, facendo riferimento all’ispezione ordinata
dallo stesso dicastero agli Spedali civili di Brescia nel 2012.
”La questione Stamina è giunta sul mio tavolo da ministro –
ha spiegato Balduzzi in audizione in commissione Sanità del
Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul caso Stamina –
nel maggio 2012”. Dopo gli accertamenti dei Nas, ha
sottolineato l’ex ministro ripercorrendo le tappe della vicenda,
”il 15 maggio l’Agenzia italiana del farmaco emetteva
un’ordinanza inibitoria per il trattamento con protocollo
Stamina. Il 16 maggio – ha proseguito – ho quindi disposto
un’indagine tecnico-amministrativa a Brescia per verificare la
regolarità delle procedure seguite nel rapporto tra azienda
ospedaliera e Stamina e il sopralluogo si svolgeva il 23 e 24
maggio”. L’indagine, ha quindi spiegato Balduzzi, ”acquisisce
informazioni sull’origine del rapporto di collaborazione, che
sarebbe scaturito da contatti con un dirigente della Regione
Lombardia”. Inoltre, gli ispettori ”hanno appunto conferma che
l’azienda non aveva conoscenza dell’attività svolta nei
laboratori”.
Riferendosi quindi al cosiddetto decreto Balduzzi, che
permetteva a chi lo avesse già iniziato di proseguire il
trattamento Stamina, l’ex ministro ha precisato come tale
decreto ”pur non parlando di sperimentazione, nella conversione
in legge è stato modificato”.  (ANSA).

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