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Amianto in via Dalmazia, stop ai lavori Tav

Rinvenuti rifiuti pericolosi, contenenti asbesto, nell'area della Piccola velocità, nei pressi della linea ferroviaria. Cantiere bloccato.

(red.) Sepolti sotto il terreno, a poche centinaia di metri dalle abitazioni e dalla linea ferroviaria. Si tratta di rifiuti pericolosi contenenti amianto, rinvenuti in un’ampia zona dell’area Piccola velocità di Brescia di via Dalmazia, dove sono in corso i lavori per la Tav, la linea d alta velocità.
L’inquietante ritrovamento, l’ennesimo di questo tipo nel nostro territorio (solo qualche mese fa, a Castegnato un analogo episodio, questa volta legato alla presenza di cromo nel sottosuolo dell’autostrada A4), è stato confermato dalla direzione dell’Arpa di Brescia.
La polfer ha provveduto a sigillare l’area e sul terreno inquinato sono stati posizionati sacchi trasparenti a delimitare la zona off-limits, in attesa che vengano effettuate le analisi del caso.
La vicenda è stata stigmatizzata da Legambiente Brescia che ha parlato di un «ennesimo  ritrovamento di materiale tossico nei cantieri della Tav nell’area del piazzale ferroviario di Brescia scalo, dedicato alla piccola velocità ripropone con forza il tema del grave inquinamento esistente nel territorio bresciano». Secondo Dario Balotta, responsabile trasporti della Lombardia per Legambiente, «serve un piano di finanziamento per bonificare le aree inquinate e rendere più vivibile la città».
Nel frattempo, il cantiere ferroviario della Tav, tra i posti di movimento numero 1 e numero 2, nella zona ovest, è stato bloccato, a tempo indeterminato.
Certo è che non c’è pace per l’area della Picola velocità di via Dalmazia. Dopo essere rimasta in stand-by per decenni, nel 2009 la firma del Protocollo d’intesa cui però  seguì la vertenza Ideal Standard, che bloccò qualsiasi progetto di sviluppo del nodo logistico. Nel settembre 2012, poi, la pietra tombale sulla ipotizzata riqualificazione, poichè venne meno l’accordo tra le parti firmatarie del Protocollo (Comune e Provincia di Brescia, Regione Lombardia, Aib, Ferrovie dello Stato). Ed ora un nuovo stop, questa volta ambientale, che potrebbe mettere una seria ipoteca sull’avanzamento dei lavori della Tav a Brescia.

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