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Salta l’ennesima trattativa Corioni-Manenti

Giovedì era previsto l'ultimo incontro fra le parti, ma il presidente del Brescia non si è presentato. Ora la trattativa è definitivamente chiusa.

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(red.) La telenovela è finita. O forse bisognerebbe dire la farsa. Dopo una lunga ed estenuante serie di avance, smentite, e rilanci, si è chiusa in un nulla di fatto la vicenda della cessione del Brescia calcio.
Gino Corioni e Giampietro Manenti dal dicembre scorso si erano incontrati più volte e per un attimo la cessione sembrava cosa fatta. Il numero uno aveva sventagliato un offerta di 30 milioni di euro, cifra che aveva subito destato l’interesse del “pres”. Ma l’assegno non si era mai visto.
Giovedì però si è scritta la parola fine. E’ stato lo stesso Manenti a decretarla ufficialmente: «Avevamo un appuntamento con Corioni da un notaio a Milano e Corioni non si è presentato. Per noi è finita», annuncia il patron di Mapi all’ora di pranzo. Una spiegazione che ricorda tanto l’affare delle cartiere Pigna, condotto sempre da Manenti e finito allo stesso modo. Con l’annuncio di un«nulla di fatto», arrivato per di più dallo stesso ufficio dello stesso professionista milanese.
Il Brescia attraverso un comunicato stampa prende posizione in serata: «Le trattative erano definitivamente chiuse fin dal 28 febbraio come comunicato al sig. Giampietro Manenti», svela il club in una telegrafica nota. Il punto in comune c’è: l’operazione non si fa e non si farà più. Dopo un ultimo incontro, svoltosi a Milano, i due sono usciti dal colloquio senza riuscire a trovare un accordo.
«Il presidente Corioni – ribadisce Manenti – ha chiesto garanzie che gli sono state fornite martedì nel corso dell’incontro avuto con lui ela figlia Antonella ad Ospitaletto. Se non ci avesse creduto, non avrebbe fatto fissare l’appuntamento dal notaio per depositare i soldi e firmare il passaggio delle quote». Versione dei fatti che il comunicato del Brescia calcio smentisce facendo capire chele carte in tavola sono state cambiate rispetto alle promesse: «Le nuove e diverse condizioni prospettate dal Sig. Giampietro Manenti sono risultate non accettabili», scrive il club rispondendo, di fatto, alle accuse del gruppo Manenti che con Garzilli Jr ha avanzato dubbi sulla reale volontà del presidente del Brescia di passare la mano: «La sensazione è che la famiglia Corioni non avesse intenzione di vendere la società. Non abbiamo altra ragione per spiegare quanto accaduto». Per i tifosi resta il fatto, comunque positivo,  che non sentiranno più parlare di questa vicenda. Una vicenda che, di chiunque sia la responsabilità, ha sempre avuto il sapore amaro della farsa.

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