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Stamina, “Il comitato etico inefficiente”

L'ex direttore dell'Aifa difende l'ente di cui era a capo e attacca il nosocomio bresciano. "Non vennero rispettate le norme da parte di chi somministra le terapie".

(red.) Non le manda di certo a dire il direttore dell’Ema (European Medicine Agency) Guido Rasi, che, sentito dalla commissione Sanità del senato sul caso Stamina attacca il Civile di Brescia.
Nel nosocomio cittadino sarebbe “mancata l’applicazione delle norme da parte di chi somministra terapie”. Agli Spedali Civili di Brescia, infatti, “si è certamente fatta confusione, non so se volontariamente o meno, tra le cure compassionevoli e le terapie avanzate”. In secondo luogo, si è voluto “far passare le terapie di manipolazioni cellulari come trapianti, è questo è una grossa imprecisione”.
Queste le dichiarazioni con cui Rasi accusa il comitato etico discolpando l’Aifa, di cui dal 2008 al 2011 è stato direttore.  “Aifa non ha mai dato autorizzazione formale” affinché negli Spedali di Brescia si preparassero cure con il metodo Stamina e “non eravamo a conoscenza dell’esistenza dei questa metodica. Essendo una sperimentazione, non spettava all’agenzia dare l’autorizzazione” – ha specificato – ma l’Aifa non ha neanche “mai ricevuto alcuna documentazione o richieste da valutare”.

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