Amianto, “lunga lista di inadempienze”

Il comitato contro le nocività all'attacco dell'impianto Profacta di via Brocchi: "Inviato alla Regione un lungo elenco di incongruenze".

(red.) Nel mese di febbraio, il Comitato spontaneo contro le nocività di Brescia ha inviato alla Regione Lombardia l’elenco delle inadempienze e delle incongruenze rilevate presso la discarica di amianto di Via Brocchi. La lista è lunga, spiega una nota dei cittadini, “ma ci preme segnalare che non essendo stati rispettati i termini di alcune prescrizioni, ormai i permessi per lo stoccaggio del materiale non dovrebbero essere più validi”.
Il Comitato si riferisce, in particolare, all’inizio dei lavori, datato primo febbraio 2010 e non ancora conclusi, quando l’Aia chiariva esplicitamente che “è stabilito il termine massimo di un anno dalla data di approvazione del presente provvedimento per l’inizio dei lavori di realizzazione dell’impianto ex – novo ed un termine massimo di tre anni dalla stessa data per l’ultimazione dei lavori stessi; il mancato rispetto di tali termini comporta la decadenza dell’autorizzazione“.
“Ad oggi”, spiega una nota, “manca un adeguato sistema di drenaggio in caso di piogge insistenti e manca il punto di osservazione per la popolazione; addirittura, nonostante la discarica non sia ancora completa, l’amianto è già stato depositato. E’ evidente che l’autorizzazione a questo punto risulta chiaramente decaduta”.
Doveva, inoltre, essere realizzata “una significativa fascia boscata (ossia utilizzando essenze arboree d’alto fusto, arbusti alti e bassi) con funzione di filtro, sia in fase di approntamento sia in fase di esercizio, lungo il lato nord e ovest della discarica. Le piante da collocare a dimora dovranno essere autoctone. Tutto il materiale dovrà essere in zolla e messo a dimora prima dell’inizio dei lavori d’approntamento della discarica”. Nei fatti, però, incalza il comitato, “è stata realizzata una misera fascia boscata piantumata solo dopo e non prima dell’inizio dei lavori di approntamento della discarica facendo venir meno la sua utilità indirizzata alla tutela della qualità dell’aria nelle zone limitrofe e mettendo così a rischio la salute pubblica durante il periodo di approntamento della discarica”.
Su richiesta della ditta Profacta del gruppo Faustini, presentata nell’agosto 2013, è in corso la procedura per il rinnovo con modifiche dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (quella rilasciata nel 2009 è scaduta alla fine di febbraio) e la Regione Lombardia, “che nel novembre 2013 ha concluso una procedura di autotutela con cui ha confermato (riformandola) la vecchia autorizzazione rilasciata in modo irregolare, si accinge ora a concederne il rinnovo: sempre nel mese di febbraio ha trasmesso alla ditta proponente una richiesta di integrazioni al progetto di modifiche presentato in agosto, dopodiché verrà convocata una conferenza dei servizi cui seguirà la decisione in merito al rinnovo. A quanto pare né l’imprenditore (e questo è comprensibile) né la Regione (e questo è un po’ meno comprensibile) hanno intenzione di rinunciare ad un progetto che si è già dimostrato pericoloso e dannoso per la salute pubblica in molteplici occasioni. Ancora una volta le nostre istituzioni sembrano privilegiare l’interesse di un imprenditore privato, che in diverse occasioni si è dimostrato poco affidabile, ignorando e calpestando l’interesse pubblico e mettendo a rischio il diritto alla salute di tutti”.

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