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La Fiom riconferma Francesco Bertoli

Riconfermato alla guida dei metalmeccanici della Cgil il segretario uscente che rilancia la battaglia sul Ccnl: «Lo difenderemo in tutti i modi».

(red.) Giorni di riconferme per la dirigenza bresciana delle federazioni Cgil. Dopo la rielezione di Adriano Favero a capo della Nidil, tocca alla Fiom rinnovare la fiducia al suo segretario. Il direttivo della Fiom di Brescia ha riconfermato infatti alla sua guida il segretario uscente Francesco Bertoli con il 93% dei 74 voti espressi: 69 favorevoli, 3 contrari e 2 astenuti. Al suo fianco la segreteria sarà composta da Antonio Ghirardi, Francesco Mazzacani e Federica Trapletti. Alla seconda giornata del congresso era previsto anche l’intervento del segretario generale Landini, che non ha potuto però raggiungere Rezzato a causa di un leggero malessere.
Nel discorso che ha preceduto la sua riconferma Bertoli ha toccato molti temi caldi: dall’impoverimento dei lavoratori, alla necessità di salvaguardare i Contratti nazionali, fino all’importanza del riconoscere gli interlocutori. «La competitività delle nostre imprese non si risolve abbassando i salari – ha ricordato – perchè in questo modo ci impoveriamo tutti e si impoverisce il territorio. Dobbiamo ricominciare a indignarci quando sentiamo parlare di stipendi di 800 euro o tirocini pagati 300 euro al mese. Quello che abbiamo conquistato in anni di battaglie non va lasciato andare con questa rassegnazione. In California una nota multinazionale che si occupa di grande distribuzione si è vista negare dallo Stato per molti mesi i permessi di aprire nuovi supermercati perchè  tacciata di impoverire il territorio. Nessuno deve permettersi di chiedere più efficienza e in cambio ridurre i salari o non rispettare gli accordi».
Ma è soprattutto sul Contratto nazionale di lavoro che Bertoli, come tutta la dirigenza Fiom, si è mostrato inamovibile: «La Banca Centrale Europea consigliadi eliminarlo ma noi difenderemo in tutti i modi». «La frammentazione è deleteria per dipendenti, imprese e Paese – continua -. Il Cnl allinea e regolamenta le questioni più importanti. Al territorio devono essere lasciati i particolari, fatti salvi però i diritti fondamentali». Finale con richiesta al nuovo Governo. «Per il lavoro – conclude Bertoli – abbiamo in mente un punto preciso: che la “mobilità” torni a 36 mesi e la legge che l’haappena portata a 24 cessi subito di esistere».

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