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Azione Cattolica, eletto il nuovo Consiglio

L'Ac di Brescia, alla presenza del vescovo Luciano Monari, ha presentato le linee programmatiche per il prossimo triennio.

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(red.) Anche le vitù teologali (fede, carità e speranza) si rifanno il look e si adattano alla modernità. E nella 15esima assemblea diocesana di Azione Cattolica di Brescia diventano popolarità, profezia e coraggio.
Senza pretese riformistice o conciliari, nell’incontro di domenica 23 febbraio a palazzo San Paolo in via Tosio si sono stabilite le nuove linne programmatiche che l’associazione dovrà tenere per il futuro. Dall’assise è scaturito il documento programmatico ma anche e soprattutto l’elezione dei 28 nuovi membri del consiglio. Saranno proprio loro che nella prossima riunione sceglieranno la terna di nomi da sottoporre al vescovo Luciano Monari, che avrà il compito di scegliervi il nuovo presidente. «La speranza va tradotta nel linguaggio di oggi – si legge -. L’Azione Cattolica lo fa con tre scelte: popolarità, intesa come capacità di raggiungere ogni persona; profezia, ossia capacità di mettersi in ascolto dello Spirito con la fiducia per credere al suo progetto sul mondo e sull’uomo; coraggio per farsi carico delle scelte, assumerne la responsabilità, favorirne la realizzazione, promuoverne la condivisione».
Un momento importante quello di domenica per Ac che a Brescia conta 4 mila e 200 iscritti.Ma i rivolgimenti interni non cambiano l’obiettivo dell’associazione: «Bisogna essere produttori di bene. Dovete scoprire qual è il bene concreto in politica, in famiglia, nella professione, nei rapporti umani,percostruireunaspiritualità laicale.Solocosì tutte le situazioni diventano crescita davanti a Dio e agli uomini». Questa l’esortazione del vescovo durante l’omelia. Predica che i membri di Ac hanno ascoltato in silenzio e con grande attenzione.

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