Centrale del latte, azienda in salute

Fatturato in crescita anche nel 2013. L'appello agli operatori del sindaco Emilio Del Bono ad un mese dall'apertura del bando: "Investite nell'economia reale".

(red.) Ancora nessuna richiesta ufficiale, nonostante il bando si aperto da circa un mese, ma ufficiosamente delle manifestazioni di interesse nell’acquisto di quote della Centrale del latte messe in vendita dal Comune di Brescia. «Un’azienda che va bene», ha sottolineato Franco Dusina, presidente Centrale del latte di Brescia Spa, «ho sempre detto che la proprietà del 96% da parte del Comune era troppa. Come sarei stato in disaccordo alla vendita totale, così sono favorevole all’operazione fatta dalla giunta. Spero che gli operatori accettino questa sfida, perchè parteciperebbero ad un progetto che avrà futuro. Inoltre, la valutazione delle quote è corretta, ma posso dire che Centrale vale molto di più». Come ha illustrato il direttore generale, Andrea Bartolozzi, il fatturato di Centrale è crescito negli ultimi anni arrivano a quota 50 milioni del 2013, nonostante l’aumento del costo del latte.
«Merito della capacità di Centrale di implementare anche la produzione conto terzi, che nel 2013 rappresenta il 23% del fatturato, per un valore di circa 14 milioni di euro. Siamo cresciuti in modo ordinato, senza strappi, con crescite in tutte le aree, grazie agli investimenti fatti negli anni passati». Come ha sottolineato l’assessore al bilancio Paolo Panteghini, Central del Latte, «è una strana alchimia perché è a proprietà pubblica, ma opera meglio dei privati. Il grafico del fatturato è impressionate, perché a parte il 2009, dove c’è stato un piccolo calo del 5%, per il resto è cresciuto in tutti gli anni, nonostante la crisi sono cresciuti. Non vogliamo rompere questo sortilegio modificando la struttura di fondo del management e del piano industriale, che procede per crescita interna, senza bisogno di alimentarsi col settore bancario ed avere oneri finanziari più elevati. C’è però, per il Comune la necessità che la società si apra di più al territorio, creando delle sinergie».
L’obiettivo è di vendere il 44% complessivo della società. Ogni azione ha valore nominale di 1 euro. 15 i lotti, ciascuno per un 2,93% del capitale. Scelta non casuale, per agevolare, nei limiti di legge, i piccoli operatori che, anche aggregandosi, volessero acquisire delle quote, che valgono 866mila euro. I compratori posson oessere persone fisiche, giuridiche, associazioni createsi apposta. «Centrale», ha aggiunto il sindaco Emilio Del Bono, «è patrimonio della comunità e della collettività, sa stare sul territorio come poche, sa farsi voler bene. Un appello va dunque agli stakehoder di non sprecare questa occasione. Il controllo pubblico rimane, per non rompere l’equilibrio magico che si è costruito in questi anni, ma nello stesso tempo diciamo al territorio di fare parte della cordata industriale. Mi auguro che si torni a investire in economia reale». Il bando chiude il 7 marzo. Quello che verrà incassato, finirà in conto capitale. Se non saranno vendute tutte le quote? Per la Loggia una ragionevole presenza di soci di minoranza può bastare per i fini strategici. Difficilmente sarà fatto un secondo giro per raccogliere altre manifestazioni di interesse.

 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.