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Ori Martin, sul piatto soluzioni costose

Martedìl'assessore Gigi Fondra ha incontrato i cittadini di Brescia Nord alla sede locale del Pd. Si è parlato soprattutto dell'acciaieria e del suo ampliamento.

(red.) Chi sono i maggiori responsabili dei problemi di Brescia? Più che i residenti sarebbero i visitatori casuali, i pendolari, chi in città  ci lavora, ci esce durante il finesettimana, ma in nessun modo ci vive stabilmente. Si è parlato di ambiente tout court martedì durante  l’incontro del Pd Brescia Nord con l’assessore Gigi Fondra. Inquinamento delle acque, rifiuti e trasporti sono i tre ambiti che «subiscono» maggiormente gli influssi esterni. Perché le falde di Brescia sono inquinate per più motivi, ma finché non s’interverrà definitivamente sulla depurazione della Valtrompia, che ancora oggi scarica direttamente nel fiume Mella, ogni altro intervento risulterà un palliativo. E perché i tanti pendolari che giungono a Brescia utilizzandoo i mezzi pubblici o privati producono rifiuti che solo il Comune e i suoi residenti pagano.
Si è discusso a tutto tondo dei mali bresciani quello che Fondra ha affrontato: Pcb, discariche, falde, acque, dissesto idrogeologico, clima. Ma è sul tema dell’ampliamento della Ori Martin che i tanti cittadini presenti hanno preteso risposte. I residenti si oppongono al nuovo avanzamento dei confini dell’acciaieria, dopo che dieci anni fa hanno già assistito a una progressione degli spazi dell’azienda verso la zona residenziale di via Razziche. Ma qualche ricetta Fondra sembra verla: «La soluzione  potrebbe essere l’allargamento di via Canovetti a doppio senso e la realizzazione di una rotonda su via Oberdan, in modo che quanto è a servizio dell’acciaieria sia il meno impattante possibile sulla popolazione. Ma è una soluzione che costa e può essere messa in atto solo rivedendo il Pgt».
I residenti però sono contrari all’ipotesi, chiedendo conto degli impegni elettorali;  è qui che l’assessore ha annunciato la scelta dell’Amministrazione: «Prima vengono le mitigazioni ambientali e solo dopo gli interventi urbanistici. È una trattativa aperta, non abbiamo ancora le soluzioni in mano, ma i paletti sono chiari». Per la Loggia, quindi, è prioritario investire nella cura delle cause degli eventi; per questo ieri in Giunta sono stati deliberati degli investimenti per le briglie della Val Fredda: «Iniziamo dalla Valle di Mompiano per difendere il territorio cittadino e poi avremo una migliore cura delle novanta griglie a valle».

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