Quantcast

Cessione Brescia, dov’è finito il bonifico?

Botta e risposta a distanza fra il presidente del Brescia e quello di Mapi sul pagamento della società. Secondo Corioni nessun bonifico sarebbe stato ancora versato.

(red.) Non è una barzelletta. E guai a ridere: in molti potrebbero offendersi. Eppure è una situazione che comincia a imbarazzare gli stessi protagonisti.
Secondo il comunicato diffuso lunedì dal presidente del Brescia Gino Corioni, presso il conto della società non sarebbe arrivato nessun assegno. Assegno che invece Giampietro Manenti, numero uno di Mapi Group e candidato in prima fila all’acquisto delle rondinelle, continua a sostenere di aver inviato. «La Società Brescia Calcio S.p.A. – si legge – rende noto al pubblico che, ad oggi, non risulta alcun accredito bancario volto all’acquisizione della Società Calcistica». Certo di seguito si precisa che  «il presente comunicato non riveste alcuna finalità preclusiva rispetto all’evoluzione e/o conclusione di una effettiva e seria trattativa volta all’eventuale cessione della Squadra del Brescia Calcio, ma ha una funzione meramente informativa ed espositiva della reale dinamica degli eventi», tuttavia lo sconcerto resta.
Dagli uffici di via Bazoli la palla è rimbalzata in quella dell’entourage di Manenti che non ha fatto mancare la replica stizzita. Lunedì sera nel consueto appuntamento di Teletutto con il calcio è riapparso, dopo la presenza in studio di settimana scorsa, il presidente di Mapi. Durante la trasmissione Manenti ha chiamato in studio e ha spiegato la situazione: «Venerdì ho dato ordine di effettuare il bonifico, è internazionale e ha bisogno dei suoi tempi. Nei prossimi giorni sarà visibile. Stiamo tenendo tempi da record, altro che lunghi».
E infine Manenti si lascia andare e sfoga tutta la sua indignazione per le voci apparse negli ultimi giorni sui quotidiani locali. «Polemiche inutili. Non è stata certo una bella accoglienza, mi ha anche fatto passare un po’ la voglia. Parleremo di quanto è uscito, a tempo debito. Io non mollo, vado avanti. Se fossi un bluff secondo voi starei lavorando da tre mesi a questo progetto con i miei professionisti? Saremmo dei pazzi…».

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.