Quantcast

Corioni lascia il Brescia

Il presidente delle rondinelle ha raggiunto un accordo con Mapi Group (società italo-slovena) per la cessione della squadra.

(red.) Anno nuovo vita nuova. Il proverbio vale anche per il Brescia calcio, che si appresta a passare di proprietà. Ormai è ufficiale, non si tratta più di indiscrezioni: Gino Corioni non è più il presidente della società calcistica di via Bazoli. Si attende solo l’ufficializzazione e la firma del passaggio di proprietà.
I nuovi acquirenti, però, non appartengono al gruppo finanziario russo, come si era ipotizzato in un primo momento. Il nuovo proprietario si chiamerà Giampietro Manenti, 43enne numero uno della Mapi Group, società slovena, riconducibile però all’imprenditore milanese.
L’accordo è stato raggiunto lunedì scorso, durante un incontro tra i due imprenditori, svoltosi nella sede della Saniplast di Ospitaletto. Assicurazioni in tal senso sono arrivate dal nuovo presidente. «Con Corioni siamo già d’accordo sul prezzo – dice Manenti -. Prima di chiudere l’operazione io e il mio staff dobbiamo verificare alcuni numeri relativi alle locazioni».
Sconsolato ma pragmatico come sempre Gino Corioni, presidente della società da più di vent’anni: «A malincuore affido la società a questi signori. Ormai nel calcio conta solo l’aspetto economico». Poi ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. «Perché gli industriali bresciani mi hanno lasciato solo? – chiede Corioni -: forse preferiscono morire pieni di soldi anziché dare una gioia ai loro dipendenti». Il “pres” si è detto comunque fiducioso del futuro sportivo della nuova gestione.
Ottimista anche l’acquirente Manenti, che nelle casse del Brescia è pronto a versare una cifra pari a circa 40 milioni di euro. Soldi che serviranno a portare a compimento nuove operazioni di mercato, aperte fino al 31 gennaio. «È un progetto con cui vogliamo fare crescere economicamente e sportivamenteil Brescia» ha ribadito anche ieri l’imprenditore di Milano che poi sfodera oltre a quelle dell’investitore indossa anche le vesti del filantropo. «Come ho già detto – ha sottolineato ieri pomeriggio Manenti – io e il mio staff stiamo lavorando per riportare lavoro in Italia. Per questo motivo abbiamo analizzato diversi dossier aziendali».

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.