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Smart City, si parte da Sanpolino e via Orzinuovi

Il progetto bresciano nell'ambito delle reti elettriche intelligenti è arrivato al primo posto del bando Miur. Entro il 2015 due poli intelligenti a Brescia.

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(red.) Una sperimentazione d’avanguardia che potrà essere un’opportunità per migliorare la vita dei bresciani e un’occasione di crescita per le imprese.
Si chiama “Brescia Smart Living”, è arrivato al primo posto nella categoria Smart Grid del bando «Smart cities and communities and social innovation» lanciato dal Miur e per dicembre 2015 potrebbe cambiare il modo di vivere in città. Sicuramente, cambierà quello di due quartieri, Sanpolino e uno da identificare tra il centro cittadino e via Orzinuovi. Il processo per la Smart City inizierà da qui. I due quartieri diventeranno due poli smart, dove una nuova piattaforma informatica permetterà di ottimizzare i consumi energetici, ridurre l’inquinamento, salvaguardare la salute di anziani e bambini, promuovere l’inclusione sociale delle fasce più deboli, aumentare la sicurezza di forze dell’ordine e cittadini.
Saranno intelligenti anche le  reti elettriche, idriche e di gas, che saranno capaci di informare, in tempo reale, utenti e fornitori sui consumi in tempo reale.
Una sperimentazione d’avanguardia, del costo di 17milioni, di cui l’80% coperti dalle imprese coinvolte:  A2A, Cavagna Group, Beretta, St Microelectronics, di Pmi come Cauto, Delsus Oy, Fge eletrronica, Iperelle, Itl, Teamware. Se la sperimentazione dovrà dare buoni risultati, il prodotto potrà essere industrializzato e venduto altrove, oltre che replicato nel resto della città. Fondamentale la collaborazione di enti di ricerca come Enea e Università di Brescia.
Inoltre, coinvolti il Comune di Brescia, di Bergamo, Associazione Brescia smart city, Polizia locale, Spedali Civili, Brescia Mobilità, Casa delle associazioni, Veliero viola e associazione Ludosofici. Per il vicesindaco Laura Catelletti, la Smart City può essere l’inizio di un Rinascimento 2.0, dopo il buio “medievale” degli anni di crisi.
A portare Brescia alla vittoria tra i 180 progetti presentati al Miur, la  compartecipazione di privato, pubblico ed enti di ricerca. Brescia ha così ottenuto tutti i 17,2 milioni richiesti, e le aziende, rispetto al capitale investito avranno il 20% a fondo perduto, l’80% a tassi agevolati.
A breve la visita ispettiva del Miur per chiarire come e quando arriverà il finanziamento, poi ci saranno 26 mesi di tempo per portare a termine il progetto.

 

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