Fornaci, sequestrata soia al Pcb

In settembre gli agenti della locale avevano segnalato il campo alla procura. Dopo alterne vicende ora la Cassazione ha confermato il sequestro della merce.

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(red.) Alle Fornaci e nella “zona rossa” della Caffaro è vietato coltivare qualsiasi tipo di verdura o ortaggio. Eppure un agricoltore della zona, in barba al provvedimento, nel proprio campo aveva seminato delle piantine di soia.
Durante una perlustrazione, a settembre, gli agenti della polizia locale avevano constatato il fatto segnalandolo alla Procura di Brescia. Da qui il procedimento a fasi alterne, prima il sequestro, poi il dissequestro a opera del Tribunale del Riesame.
Ora la vicenda si chiusa definitivamente con l’accoglimento dell’istanza del pm Claudio Pinto che si era rivolto alla Cassazione per contestare il dissequestro. Il campo ora è libero, ma la coltivazione è stata sequestrata.
D’ora in poi i consumatori bresciani possono tornare a tirare un respiro di sollievo. Sugli scaffali non rischieranno più di trovare della nocivissima soia al Pcb.

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