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Riva, Camusso protesta con i lavoratori

Nel pomeriggio di venerdì 13 settembre, la manifestazione dei dipendenti a Cerveno, a cui è stata presente il segretario di Cgil.

(red.) E’ stato il giorno della protesta a Cerveno, in provincia di Brescia, dopo l’annuncio della chiusura dello stabilimento della Riva Acciaio.
Nella mattinata di venerdì 13 settembre, una sessantina di dipendenti hanno occupato il piazzale davanti alla sede della Comunità Montana di Vallecamonica, dove si è poi tenuto l’incontro degli operai con il presidente Corrado Tomasi, e i primi cittadini di Cerveno, Malegno, Capodiponte, Sellero.
Circa 300 i dipendenti che nel pomeriggio hanno preso parte alla manifestazione, a cui ha partecipato anche il segretario della Cgil, Susanna Camusso. Per lunedì 16, in programma una manifestazione nella piazza di Breno.
Forti le reazioni  dal mondo della politica. «Lo spettro della disoccupazione che giunge dalla chiusura degli stabilimenti Riva, nella provincia di Brescia», ha spiegato l’assessore al Territorio Viviana Beccalossi (FdI),  «è ancora più forte che nel resto della Lombardia e del Paese visto che proprio in Valcamonica hanno sede tre stabilimenti del gruppo. Bene ha fatto dunque il presidente Maroni a rappresentare al Presidente del Consiglio Enrico Letta quanto grave e preoccupante sia la situazione nella nostra regione. A rendere più drammatica la notizia di per se già preoccupante è l’area geografica che riguarda in particolare questo provvedimento: la Valcamonica infatti da anni vive una forte emergenza occupazionale e la chiusura degli stabilimenti di Sellero, Malegno e Cerveno sarebbe un colpo mortale per l’economia di questa zona della provincia di Brescia».
«Spero che lunedì il ministro Zanonato, se serio, incontri il presidente Ferrante per comunicargli che il governo o farà un decreto per consentire l’operatività delle aziende o che l’amministrazione giudiziaria modificherà immediatamente il decreto». Lo ha dichiarato Davide Caparini, responsabile della comunicazione della Lega Nord. «1.400 operai delle Acciaierie Riva rischiano il posto di lavoro. Come Lega, pronti a tutto per difenderli. Se ci sarà da rischiare e “far casino”, allora faremo casino». Lo ha scritto in un post su Facebook l’Europarlamentare Matteo Salvini, Vice Segretario Federale Lega Nord e Segretario Nazionale della Lega Lombarda.
Ferma la condanna con il presidente della Lega Roberto Maroni. «Non accettiamo questi ricatti e i lavoratori devono essere tutelati fino in fondo. Le questioni tra le imprese e la magistratura  devono essere all’attenzione del governo, ma l’esecutivo deve attivarsi anche perche’ gli impianti non chiudano e per tutelare i lavoratori».
Si è fatta sentire anche la Comunità Montana della Valcamonica, che ha chiesto l’intervento delle massime autorità a livello statale, un impegno delle amministrazioni locali e lo sblocco delle attività produttive da parte dell’azienda.
Per il consigliere regionale del PD Gian Antonio Girelli, eletto a Brescia, «l’operazione del gruppo Riva è da respingere al mittente perché non si possono usare i lavoratori e le loro famiglie per ricattare le istituzioni. Vogliamo dire a Regione e Governo che occorre intervenire subito, coinvolgendo le organizzazioni sindacali, tutte le istituzioni, gli enti locali ed ogni altro soggetto che abbia competenza e potere d’intervento. Noi siamo a fianco dei lavoratori e delle loro famiglie, e ci auguriamo che l’incontro tra la Regione e  il Governo possa avere quegli esiti che tutti auspichiamo».

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