Loggia, 340mila euro di risparmi da Bs Mobilità

Presentata la delibera per la riorganizzazione del Gruppo. Confermata la vendita di una quota minoritaria di Centrale del Latte.

(red.) Risparmi da 337.000 euro all’anno con la riorganizzazione di Brescia Mobilità.
Lo prevede la delibera di giunta che metterà mano al gruppo di Brescia Mobilità, oggi composto da: Brescia Mobilità, Brescia Trasporti, Sintesi (all’1,2% partecipata da Camera di Commercio e Aci Brescia), Omb International, Metro Brescia (al 49% partecipata da Ansaldo e Astaldi. Ogni società, oggi, ha un CdA di cinque componenti e un collegio sindacale composto da tre persone. Costo complessivo della governance, 732 mila euro all’anno. La proposta di riorganizzazione, illustrata alla stampa dal sindaco Emilio Del Bono e dagli assessori alla mobilità Federico Manzoni e al bilancio Paolo Panteghini, prevede: la fusione per incorporazione di Sintesi in Brescia Mobilità, operativa dall’1 gennaio 2014; l’alleggerimento della governance di Brescia Trasporti con la sostituzione del CdA con un amministratore unico; fissare tetti massimi ai compensi degli amministratori e dei sindaci delle società, tenendo come riferimento le indennità del Comune di Brescia per sindaco, assessori e collegio dei revisori dei conti; la modifica dello statuto di Brescia Mobilità, formalizzando il controllo analogo del Comune sulla società e rafforzando le prerogative dell’Assemblea della società stessa (approvazione bilancio consolidato e budget annuale, approvazione di fidejussioni, mutui, cessioni, acquisizioni azionarie superiori a una certa soglia); l’adeguamento degli statuti di Brescia Mobilità e delle sue   controllate alle norme in tema di parità di genere.
I risparmi di 337mila euro deriverebbero da:  incorporazione di Sintesi (101 mila euro per governance, 25mila per la revisione del bilancio, 50 mila per l’eliminazione della duplicazione dei ruoli); per la soppressione del Cda Brescia Trasporti dai 52mila agli 87mila euro annui a seconda che l’amministratore unico sia un dirigente dell’azienda (come è nelle intenzioni dell’amministrazione comunale) o esterno alla società; per la fissazione del tetto massimo ai compensi (54mila euro annui da Metro Brescia); per la fissazione del tetto ai compensi dei sindaci (44mila euro da Brescia Mobilità, 11mila da Brescia Trasporti). «Da 15 nomine politiche», ha commentato il sindaco Emilio Del Bono, «si passa a sole 2. Vogliamo snellire, rendere efficiente il Gruppo e non caricarlo di rappresentanza eccessiva, obsoleta rispetto ad esigenze del gruppo». La deliberà sarà illustrata in commissione congiunta bilancio e partecipate, e sarà poi portata nel consiglio comunale del 23 settembre.
«Un provvedimento», ha aggiunto Manzoni, «a cui stiamo lavorando da tempo,che va nella direzione di razionalizzazione delle società». Su Omb ci sarà poi una delibera apposita della giunta, che ancora non è stata adottata. Riguardo alle alienazioni, Del Bono ha confermato quanto già era trapelato sulla vendita di una parte delle quote di Centrale del Latte. Rispondendo alle critiche arrivate dall’opposizione, il primo cittadino ha spiegato che «se avessero alienato l’anno scorso, quest’anno non si tassava.  Negli anni precedenti invece di abbattere l’indebitamento, c’è stata più patrimonializzazione. Non ho intenzione di reiterare per l’eternità questo atteggiamento.  Su Centrale del Latte, abbiamo fatto una valutazione: noi consideriamo che nonostante produca un bene,  riteniamo che sia una società che non può essere ceduta nel suo controllo. Quindi resterà di controllo pubblico, mai  cederemo la  maggioranza. Ciò non implica che la partecipazione non possa scendere, è assurdo tenersi il 96% quando si possono fare entrare soggetti funzionali».
Nella nuova compagine azionaria, infatti, entrerebbero stakeholder di Centrale, ovvero il mondo dell’indotto, le realtà associative degli agricoltori. «Tre sono le parole chiave», ha concluso Panteghini, «la prima è depatrimonializzazione, per creare spazi di manovra e cominciare crescere. La seconda è continuità industriale, ovvero non abbiamo intenzione di modificare l’identità di una società come Centrale che è un unicuum nel senso oggettivo del termine e che vuol dire anche contiguità e attenzione per il territorio. Terza parola chiave, le sinergie con il territorio: intendiamo alienare questa quota minoritaria, detenendo in controllo, a più soggetti, avendo ben presente che devono essere azionisti in grado di portare valore aggiunto alla società».

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