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Cava Castella allagata, “quindi niente discarica”

Il Codisa ha inviato una lettera alla Regione per segnalare la presenza di acqua di falda nell'Ateg25, zona Ovest, dove si vorrebbero stoccare i rifiuti.

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(red.) Come si può realizzare una discarica proprio sopra alla falda acquifera? Se lo chiede il Codisa, riferendosi all’allagamento della Cava Castella, una porzione di terreno, tra i comuni di Brescia e Rezzato, che potrebbe diventare un luogo per lo stoccaggio di rifiuti.
“Si segnala”, si legge in una lettera del comitato alla Regione, alla Provincia, al Comune di Rezzato e agli altri enti preposti, “che all’interno della porzione Ovest dell’Ateg25 (Cava Gaburri), corrispondente alla zona destinata ad accogliere la discarica Castella, si è verificato un vasto affioramento della falda acquifera sotterranea”.
Tale evento, secondo il gruppo ambientalista, “è da ritenersi tutt’altro che eccezionale e già verificatosi negli anni precedenti, tant’è che nell’anno 2011, dalla scrivente associazione, era stata commissionata un’indagine naturalistica da cui era emersa la presenza e nidificazione di 39 specie di uccelli, di cui 9 protette dalle norme nazionali e comunitarie. Tra queste spiccava il Cavaliere d’Italia, tutelato dalla Direttiva CEE 09/147 All.I”.
“Lo specchio d’acqua”, si legge nella lettera, “modifica sensibilmente la morfologia e l’ecosistema, favorendo la presenza e riproduzione di varie specie animali e lo sviluppo della vegetazione tipica delle zone umide (canneto)”.
“Come evidenziato nelle numerose osservazioni presentate dagli enti coinvolti”, spiega la missiva, “questo affioramento tutt’altro che anomalo pone seri interrogativi sui potenziali rischi per la falda nel caso si autorizzasse la discarica.  Come ben saprete, Brescia dovrà affrontare gravissimi problemi ambientali dovuti a inquinamento della falda da Cromo VI (Eredi Baratti) e Pcb (Caffaro), aggiungerne di ulteriori sarebbe quantomeno azzardato.  A tal proposito si sollecita una profonda riflessione sull’opportunità di realizzare la discarica Castella e sul rapporto costi/benefici che ne deriverebbe”.

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