Brescia, il Musil? Ora è realizzabile

Si tiene mercoledì il Consiglio d’Indirizzo sul progetto. Sembra che il Museo per il lavoro e l'industria si avvarrà della partecipazione di A2A e dell’intesa col Miur.

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(red.) Dopo anni di progetti, frenati, e di attese, lunghe, il Museo dell’Industria e del Lavoro, Musil, la cui sede centrale sarebbe immaginata a Brescia al Comparto Milano, sembra, finalmente, assumere contorni realistici.
Il giro di vite arriva dall’avvio di un dialogo serrato con il Miur e dalla partecipazione di A2A, che nel polo pensato sull’ex area Tempini, intenderebbe collocare un “centro di addestramento Tecnologie e Processi”. Pare piuttosto soddisfatto Aldo Rebecchi, presidente della Fonazione Micheletti, che ha dichiarato di essere fiducioso: spera, infatti, che la prima pietra venga posata all’inizio del 2014. L’idea sarebbe quella di rendere il Musil un centro di formazione permanente per insegnanti e studenti, ma anche per le aziende, sui temi di industria, ambiente, tecnica e sicurezza. Idea che sarebbe condivisa anche dai partner della fondazione Musil, primo fra tutti il Miur, con il quale lunedì 22 luglio è stata definita una bozza del protocollo d’Intesa che, una volta firmato, dovrebbe garantire l’erogazione annua da Roma di fondi superiori ai 150mila euro attualmente forniti.
Pare, inoltre, che l’inserimento del Centro di A2A e della sede della fondazione Asm all’interno del polo, sia del tutto praticabile. Quanto ai rapporti tra A2A e Musil, bisognerà tener conto dell’impegno iniziale della società a erogare 2.5milioni di euro per il progetto. I 18milioni totali necessari alla realizzazione dell’opera, dovrebbero essere poi forniti dalla società Basileus, 12.5milioni, dalla Regione, 4milioni, dalla Provincia e dall’Università degli Studi, un milione.

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