S. Faustino, finestra sotterranea sul Garza

Posato all’inizio della via un lastrone di vetro di 60 cm che permette di vedere il fiume del sottosuolo. Il progetto nasce da un’idea di Brescia Underground.

(red.) Nel cuore sotterraneo di Brescia scorrono numerose arterie fluviali. Si tratta perlopiù di torrenti, ma sono in pochi a conoscere i nomi di questi piccoli fiumi che facevano anticamente di Brescia, oggi  apparentemente città secca, un florido centro fluviale.
Garza, Bova, Molin del Brolo, Celato, Dragone, Cantarane, sono solo alcuni dei nomi dei fiumiciattoli che scorrono sotto le strade della città. Da oggi un’iniziativa dell’associazione Brescia Underground e finanziata dal Comune e dal Consorzio del Fiume Celato, permetterà a tutti di sbirciare la vita silenziosa che scorre nelle viscere cittadine. Martedì 9 luglio è stata infatti posata lungo via S. Faustino una lastra di vetro antisfondamento di 60 centimetri di diametro che permette di camminare in superficie gettando al contempo uno sguardo nel sottosuolo. Via S. Faustino deve la sua conformazione a “S” proprio al Garza, segue il disegno sotterraneo del fiume su cui posa.
Questa è solo l’ultima delle iniziative promosse da Brescia Underground, giovane associazione nata nel 2006 e formata da 23 giovani tutti intorno ai trent’anni, il cui scopo è quello di riscoprire e valorizzare i luoghi e gli elementi architettonici bresciani sotterranei nascosti dalla stratificazione urbana, ma che sono un patrimonio di tutta la comunità. Questa iniziativa (salutata con una semplice cerimonia nella mattinata di ieri) vuol essere il preludio di un traguardo più grande a cui l’associazione sta lavorando da 3 anni: l’obiettivo infatti è quello di riuscire ad aprire presto  una finestra su “largo dei custodi”, uno spazio ampio sette metri e alto quattro che si apre proprio sotto l’abside della chiesa di Sant’Agata.
All’altezza della stazione metropolitana di Piazza Vittoria (i cui lavori avevano portato alla luce proprio il sito) è ancora visibile un arco che apparteneva all’antico ponte quattrocentesco che sovrastava il Garza. Qui l’associazione vorrebbe aprire lo spazio al pubblico, sostituendo un lastrone trasparente alla muratura esistente, per regalare alla città una finestra sotterranea sulla sua storia.

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