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Ciclo idrico Brescia Sud: “Acqua senza Pcb”

L'assessore all'Ambiente Paola Vilardi sugli esiti delle ultime analisi effettuate nei quartieri di Folzano, Sereno- Fornaci, Chiesanuova, Girelli e Lamarmora.

(red.) Dopo la pubblicazione di numerosi articoli sui diversi organi di stampa locale, relativi allo stato di salubrità del ciclo idrico dell’area sud della città, il Comune di Brescia, con una nota, ha ritenuto opportuno presentare alcuni rilievi relativi alle ultime analisi effettuate sui punti rete dei quartieri di Folzano, Sereno- Fornaci, Chiesanuova, Girelli e Lamarmora.
“Le analisi ai suddetti punti rete come per tutti gli altri punti rete della città (in totale 26) vengono effettuate con frequenza mensile secondo un protocollo condiviso con l’Asl”, viene spiegato dalla Loggia.
“La ricerca dei cogeneri di Pcb, da vent’anni, viene effettuata annualmente su tutti i pozzi del civico acquedotto di Brescia. Essendo sempre risultata negativa non vi è stato motivo per estenderla ai punti rete. In seguito però alle notizie riportate sui media locali dopo la trasmissione televisiva di Presa Diretta (RAI 3) del 31.03.2013, per scrupolo in data 02.04 sono stati immediatamente effettuate le ricerche dei PCB anche ai punti rete della Zona Sud”.
“Le analisi”, ha spiegato l’assessore all’ambiente Paola Vilardi, “hanno confermato la totale assenza del Pcb. Va comunque segnalato che per il futuro continueremo a mantenere la ricerca annuale del Pcb nei pozzi”.
“Per quanto riguarda, invece, il Cromo VI (da noi ricercato ancorché non sia previsto dal D.lgs. 31/2001), la presenza rilevata del Cromo Totale (di cui fa parte anche il Cromo VI) è ampiamente inferiore ai limiti di legge, vale a dire il D.lgs.31 del 02.02.2001 che disciplina la potabilità delle acque adibite al consumo umano ed è l’unico riferimento normativo valido per tutti i Gestore del Servizio Idrico Integrato d’Italia; detto decreto legislativo recepisce la direttiva comunitaria 98/83CE del 03/11/1998 che a sua volta fa riferimento alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ogni altro riferimento normativo, per quanto riguarda la valutazione dell’acqua idonea al consumo umano, non è pertinente e può invece risultare fuorviante”.
“Vorrei infine ricordare”, ha concluso Vilardi, “che ogni cittadino può chiedere le tabelle e le analisi effettuate agli uffici di A2A che si occupano del ciclo idrico, nel rispetto della massima trasparenza i dati sono da tutti consultabili.”

 

 

 

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