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“Finalmente Paroli si accorge del Castello”

La capolista di Spirito Libero Brescia, Cipriano: "Pensavamo che il sindaco lo confondesse con un luogo per costruire autorimesse. Serve ben altro che un castellano".

“Ci piace constatare che il sindaco Adriano Paroli si è finalmente accorto che a Brescia c’è il Castello: pensavamo che per la giunta uscente il colle Cidneo fosse un luogo da sventrare per costruirvi un’inutile e costosissima autorimessa, ma ora il primo cittadino ha deciso di farlo rinascere dando vita a una nuova Fondazione, con un consiglio di amministrazione, un presidente, almeno quattro membri, un revisore dei conti, un dirigente e qualche impiegato. Sicuramente un bel modo per investire risorse preziose, e certo l’ennesima garanzia di un ridondante proclama elettorale che ancora una volta non porterà alcun vantaggio né alla città né ai suoi abitanti”.
Cosi la capogruppo della lista Spirito Libero per Brescia, Maria Cipriano, commenta le dichiarazioni del primo cittadino uscente Adriano Paroli in merito al “castellano” di cui il colle Cidneo avrebbe così urgente bisogno.
“Per il futuro del nostro splendido Castello Paroli non presenza la seppur minima idea sul traffico e la viabilità, sulla possibilità di visitare le zone inaccessibili, sul restauro di numerose sue parti, sulla congruenza del tennis nei luoghi ove furono fucilati i patrioti delle X Giornate o sul destino dei due musei appollaiati sulle pendici del Cidneo”, continua Cipriano che, definendo le dichiarazioni del primo cittadino uscente come “una boutade strumentale e fine a se stessa”, sottolinea la netta contrarietà della lista Spirito Libero per Brescia al progetto della Fondazione.
“Per rilanciare il Castello c’è bisogno di ben altro”, conclude l’esponente che sostienei Emilio Del Bono che chiama in causa la necessità di “liberare” il colle Cidneo dalle auto che lo soffocano e di investire sulla valorizzazione del Museo del Risorgimento (oggi parzialmente privato del suo patrimonio per la parte che va dal 1797 al 1860, ivi compreso il periodo nodale per il Risorgimento bresciano delle X Giornate) e del Museo delle Armi, di difficile accesso e chiuso per ampi periodi dell’anno.

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