“Consigli di quartiere per la partecipazione”

E' la proposta del Pd dopo l'abolizione delle circoscrizioni. Del Bono: "Dovranno essere organi elettivi, non nominati come ha chiesto la Lega: basta Porcellum".

(red.)  Un bilancio disastroso in fatto di partecipazione, quello che riguarda i cinque anni del sindaco Paroli, che, come lamentano i consiglieri delle cinque circoscrizioni del Pd, non si è neanche presentato all’insediamento dei diversi consigli.
“Visto che sono state abolite le circoscrizioni, ha spiegato il candidato sindaco del centrosinistra Emilio Del Bono, “il tema della partecipazione diventerà molto sensibile, perché dobbiamo supplire all’abolizione sostenuta e votata dalla Lega”. Un vuoto che per il Pd va colmato, tanto che è già nel programma l’istituzione dei consigli di quartiere. “Subito dopo le elezioni predisporremo il regolamento che disciplina consigli di quartiere. Tra l’altro in città non è difficile parlarne, perché Brescia è nata attorno a consigli di quartiere, che portarono nelle istituzioni la voce dei cittadini”.
Assolutamente bocciata la proposta della Lega di sostituire le circoscrizioni con persone nominate dal Consiglio comunale o dal sindaco “Non possiamo permetterci un altro Porcellum. Impensabile creare”, ha aggiunto Del Bono, “dei podestà politici: è la dimostrazione di come la Lega sia uscita dal suo alveo. Le nomine appartengono ad un’epoca fascista, alla stagione democratica appartiene l’elezione dal basso”. I consigli di quartiere dovranno avere una funzione ben definita “Avranno un ruolo propositivo”, ha commentato Mattia Datteri, consigliere della circoscrizione est, “saranno una sorta di filtro tra territorio e istituzioni. Ma avranno anche un ruolo di supporto e consultivo, con a capo l’assessorato al decentramento”.
Resterà gratuito, come lo è già da quattro anni, il lavoro dei consiglieri. “Le politiche sulla città non si fanno senza cittadini”, ha commentato Anita Franceschini, consigliere circoscrizione ovest, “dobbiamo trovare modo di essere inclusivi e dare un valore ai beni relazionali”. Con le circoscrizioni, poi, si chiude anche una importante scuola di politica. “Forse dal punto di vista amministrativo”, ha spiegato Fabio Negrini, consigliere della centro, “non hanno inciso molto, ma da un punto di vista amministrativo sì. Basta solo pensare alla composizione delle liste per le prossime amministrative, dove i consiglieri di circoscrizione costituiscono un’importante risorsa. E’ importante che si crei sul territorio, dunque, questa scuola di politica a costo zero”.
“Riducendo le circoscrizioni da 9 a 5 era stato già fatto molto. E’ fuori discussione che i consiglieri debbano essere eletti, non nominati”. Giuseppe Tognazzi, capogruppo Pd alla centro, ha sottolineato poi l’apporto dato dalle circoscrizioni alla città. “Abbiamo presentato 8 ordini del giorno, abbiamo dato parere negativo alla vendita del Mercato dei Grani, abbiamo chiesto di togliere le auto da piazza Paolo VI e dal Broletto, abbiamo chiesto la valutazione di impatto ambientale su parcheggio sotto il Castello. Le circoscrizioni hanno un ruolo consultivo, ma vanno ascoltate e fatte lavorare”.
Secondo Stefano Dioni, consigliere della ovest, “è stato insufficiente e inadeguato il tipo di risposta all’eliminazione di una storia che ha 40 anni di tradizione a Brescia, da parte di Comune e parlamentari bresciani. Questo evidenzia la scelta dell’allontanamento di decentramento e partecipazione, perché il Comune non ha capito il ruolo delle amministrazioni”. “In questi cinque anni c’è stata la totale assenza”, ha concluso Del Bono, “di rispetto della voce del territorio. A parte le circoscrizioni che sono state ascoltate raramente, disastrosa anche la stagione delle consulte. Lo stesso si può dire dei due tentativi di dialogo con il territorio della giunta Paroli: sia la giunta itinerante nei quartieri che i focus sul Pgt sono stati interrotti. La nostra proposta inverte totalmente quell’approccio”.

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